Mitologia informatica: Amiga 1000 PAL (pulizia e recap completo)

Non c’è che dire, sono appassionato Commodore fin dalla tenera età di 10 anni: correva l’anno 1984 quando, la notte di Santa Lucia, il papà regalò a me e a mio fratello un Commodore 64. Possiamo quindi affermare con sicurezza che è stata “colpa” sua! 🙂
Era il regalo “definitivo”: ad ogni accensione era un gioco nuovo, una scoperta continua, nulla di paragonabile a qualsiasi altro giocattolo.
Passavano gli anni e la “malattia”, anziché guarire, diventava sempre più “grave” 🙂 portandomi il 30 Giugno 1990 a diventare felice possessore di uno spettacolare Amiga 2000, macchina meravigliosa con la quale mi sono divertito fino agli anni 2000.
Se la genesi della “fase C64” è, senza ombra di dubbio, da attribuire a mio padre, il responsabile della mia “fase Amiga” si chiama Andrea G. ed è un amico conosciuto proprio in quegli anni, già felice possessore di un “contagioso” 🙂 Amiga 500.
Quanti pomeriggi passati insieme a sperimentare di tutto e di più!…
Sono ormai passati 30 anni ma la passione Amiga è ancora viva, tanto da spingermi quest’anno (complice un’occasione letteralmente irrinunciabile) ad acquistare uno splendido Amiga 1000, macchina quasi “mitologica” per noi amighisti.
Devo ringraziare Tiziano G. per avermi venduto questo Amiga 1000 PAL/europeo caratterizzato da uno stato di conservazione incredibile.
Ed eccolo qua, appena arrivato a casa, ancora sporco ma funzionante:

La mitica manina che, nel caso dell’Amiga 1000, chiede il disco del Kickstart.

Trattandosi di un retrocomputer, fra l’altro poco diffuso, è bene adoperarsi per conservarlo al meglio: nessuna riparazione è necessaria ma, come ogni macchina delle nostre collezioni, procederò con un lavaggio ed un recap completo.
Immaginate la mia emozione nello smontare la cover superiore e vedere per la prima volta “dal vero” tutte le firme del team originale di sviluppo del progetto Amiga! Nella foto ingrandita in alto a destra è possibile vedere la firma del grandissimo Jay Miner e l’impronta del suo cane Mitchy:

Meraviglia!

In generale il computer è in uno stato di conservazione davvero ottimo, le seguenti foto sono state scattate senza togliere nemmeno la polvere:

Da sx a dx: Denise, Agnus (nel raro package DIP a 48 pin) e Paula. Sulla motherboard questi 3 chip sono identificati dalla prima lettera del loro nome. Denise e Paula sono ceramici.
Il processore 68000.
L’etichetta posizionata sotto la macchina.

Smontando il drive da 3.5” mi sono reso conto che è identico a quello contenuto nel lettore floppy 3.5” Commodore 1581 per C64/C128:

L’alimentatore interno aperto:

L’Amiga 1000 nasce con 256k di RAM interna (chip RAM) espandibili utilizzando un’apposita cartridge da 256k che porta la chip RAM ad un totale di 512k; la macchina in questione è già dotata di questa cartridge:

La tastiera è piuttosto compatta (e sporca!), nella seguente foto è possibile confrontarla con quella del mio storico Amiga 2000:

In alto: tastiera Amiga 2000; in basso: tastiera Amiga 1000.

Procedo con lo smontaggio e lavaggio della tastiera (eseguito semplicemente con acqua e sapone neutro); la barra spaziatrice ed il tasto RETURN sono un po’ ostici da smontare (vero Erri? 😉 ) a causa di 2 ferretti che ne guidano il movimento (visibili nella foto che mostra i tasti smontati):

Ed ecco la tastiera tornata all’antico splendore:

Wow!

La motherboard di questo Amiga 1000 è la 252277 (86.03.28).
L’ho pulita semplicemente con l’aspirapolvere utilizzando la spazzola aspirante in dotazione.
Ecco qualche foto di questo magnifico pezzo d’elettronica scattata prima del recap, lo stato di conservazione è a dir poco eccellente:

C78 manca “di default” nella board 252277.

È il momento di sostituire tutti i condensatori elettrolitici (che hanno sulle spalle ben 34 anni).
Se anche voi volete cimentarvi nell’impresa questa è la “lista della spesa” (includo anche le varianti per l’altra versione di motherboard PAL/europea esistente, la 252277-01, e l’occorrente per il recap dell’alimentatore):


Amiga 1000 PAL board P/N 252277 / 252277-01 electrolytic capacitors list

All electrolytic capacitors are through hole radial.

7x 22uF 16V 5x11mm (C48, C49, C56, C60, C62, C63, C64)

board P/N 252277:
1x 47uF 16V 6x11mm (C76)
1x 220uF 16V 10x12mm (C77)

board P/N 252277-01:
2x 220uF 16V 10x12mm (C76, C77)

1x 470uF 16V 10x16mm (C79)
4x 100uF 16V 8x11mm (C126, C128, C130, C158)

(NOTE: C78 is always missing)


Amiga 1000 PAL PSU Shindengen CA1000PS/EC electrolytic capacitors list

All electrolytic capacitors are through hole radial.

1x 1uF 50V 5x13mm (C10)
1x 4.7uF 50V 5x13mm (C9)
1x 10uF 35V 5x11mm (C49)
3x 100uF 25V 8x13mm (C15, C17, C19)
1x 180uF 400WV 30x37mm (C50)
1x 330uF 25V 13x24mm (C18)
1x 470uF 35V 16x27mm (C16)
3x 2200uF 10V 16x31mm (C11, C12, C13)


Di seguito due foto scattate durante e dopo il recap della motherboard (i nuovi condensatori elettrolitici sono neri):

Il nuovo condensatore principale dell’alimentatore è più alto del vecchio ma fortunatamente ci sta!! (in effetti è sovradimensionato nel voltaggio):

Per un pelo!!!

Dopo il recap, procedo al lavaggio di tutte le plastiche, sempre con acqua e sapone neutro.
Le plastiche sono davvero in ottimo stato.
Ora posso finalmente procedere al riassemblaggio finale:

Super schermato!

Signore e signori, ecco a voi un Amiga 1000 tornato al suo splendore originale!

Ed un test finale con Pinball Dreams, che spettacolo! 🙂
Buon retrocomputing a tutti!

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Restauro del DISK 2 Apple

La prima cosa che ti viene in mente quando recuperi un floppy drive è di collegarlo, inserire un floppy, accendere e vedere cosa succede.
Credetemi non è la cosa più saggia da fare, trattandosi come in questo caso di un Drive di circa quarant’anni rimasto fermo per 30, potreste rovinare il floppy oppure le testine o anche di peggio.
Non so perché ma dentro i drive capita spesso di trovare ogni cosa: pezzi di carta, graffette, spaghetti, insetti, l’elenco è lungo…
Quindi per prima cosa va aperto, ispezionato in tutte le sue parti e ripulito per bene con alcool isopropilico.
L’ideale è utilizzare un cottonfioc per arrivare bene a pulire la testina, le guide che ne permettono il movimento e anche il blocco in metallo/plastica che trascina il disco.
Le guide e l’albero di rotazione del floppy si possono lubrificare con una goccia di wd-40.

Questo tipo di Drive ha una cinghia in gomma tra il motore e l’albero di rotazione del floppy, anche questa va controllata, smontata e pulita con alcol isopropilico.
In questo caso mi è capitato, cosa strana, che la cinghia fosse fuori dalla sede della puleggia motore, proprio a cavallo con il bordo esterno che dovrebbe servire per tenerla in guida.
Riponendola nella sua sede mi sono accorto che era decisamente troppo lunga, probabilmente con il tempo girando in quella posizione si è deformata; sarebbe da sostituire con una cinghia nuova o eventualmente provare a restringerla.
Ma come ?


– il metodo “Pier Giorgio” che consiste nel bollire per 10 minuti la cinghia come le uova sode (ho scritto come e non con)

– il metodo “Matteo” che ne taglia un pezzettino e poi la incolla con la LOCTITE.

Devo dire che la soluzione, “bollire”, ha funzionato anche se solo temporaneamente perché poi la cinghia avendo perso la sua elasticità è ritornata come prima.
L’opzione “taglia e incolla” è da tenere come ultima spiaggia; se la tagliate troppo come ho fatto io, poi finisce che la colla non tiene e la dovete buttare.
Com’è andata ?

alla fine ne ho trovata una di recupero da un drive di un clone Lemon.

Finalmente con il drive pulito, lubrificato e con la cinghia “nuova” è giunto il momento di fare un primo test !

Risultato: il disco va in rotazione ma la testina non si muove.

Per questo tipo di problema il manuale di riparazione consiglia di controllare l’allineamento della testina e la velocità di rotazione del disco.
Io aggiungerei anche il floppy disk perché non è poi così scontato trovare un supporto magnetico affidabile dopo tutto questo tempo.

Per verificare la velocità di rotazione del floppy esistono due modi:
1. il software di calibrazione Apple, ma non ho il floppy e poi il drive non funziona.
2. utilizzare una lampada strobo 50 o 60Hz con le tacche stampate sull’albero di rotazione.
Questo però succedeva negli anni 80, nel 2020 abbiamo il contagiri laser digitale 🙂

Da manuale il drive dovrebbe girare a circa 300rpm, per la regolazione si utilizza una resistenza variabile che è montata sulla scheda controller motore.
Ecco il problema, la rotazione di 240rpm è troppo bassa.
Provo quindi a girare la vite di regolazione e mi accorgo che la goccia di smalto per le unghie che viene messa a blocco della vite è spezzata.
Probabilmente in passato è stato “scacciavitato” e la resistenza potrebbe essere non tanto affidabile.
Decido quindi di sostituirla recuperando anche questa dal floppy compatibile Lemon.

Woow , con la nuova resistenza 350rpm, è troppo !
Adesso basta regolare a rotazione a circa 300rpm, bloccare la vite con una goccia di smalto per le unghie, rimontare il tutto e incrociare le dita…

Funziona ! Moon Patrol è il mio preferito ma devo dire che su C64 si gioca molto meglio 🙂

Ripristino Tastiera Amiga 1000

In questo articolo vi voglio parlare di come ho affrontato il ripristino della tastiera dell’ Amiga 1000 da evidenti segni di ruggine che hanno danneggiato il basamento metallico su cui sono montati tutti gli switches dei tasti.

Cercherò di descriverla a fasi visto che il processo è stato abbastanza lungo:

Dopo aver tolto le plastiche della scocca superiore/inferiore per prima cosa ho dovuto smontare uno ad uno tutti i tasti attraverso questo “santo” strumento che mi ha permesso di preservare gli incastri con gli switches.

Successivamente mi sono accorto che il basamento metallico aveva diversi punti di ruggine più o meno estesa su cui sono dovuto intervenire con della carta vetrata fine per eliminare tutta la corrosione che si era venuta a creare ed il risultato è stato questo.

Dopo questo passaggio ho trovato un’altra magagna ovvero lo switch del tasto 7 del tastierino numerico era parzialmente frantumano nel punto di incastro.

Furbamente incollato, da chi me l’ ha venduta in modo che non si vedesse, quel pulsante era inutilizzabile…eh già…chi mai penserebbe di andare a schiacciare tutti i tasti della tastiera di un’ Amiga 1000 quando ti trovi davanti per davvero tutta la bellezza di questo pezzo di storia commodoriana ormai introvabile e per di più ricercatissimo???

Fortunatamente tramite canali online è ancora fattibile riuscire a trovare pezzi di ricambio usati e quindi sono in attesa dell’arrivo dello switch ma per il momento andiamo avanti…

Dopo aver spazzolato via tutta la ruggine ho provveduto a spennellare con molta calma e precisione tutti i punti incriminati dandoci dell’aggrappante per metalli.

Il giorno seguente ho ripassato le zone in cui avvo dato l’aggrappante con ben due mani di nero opaco da bomboletta che mi hanno permesso di recuperare completamente il basamento metallico ottenendo un buon risultato come si evince dalle foto seguenti.

A questo punto, dopo aver controllato la bontà di tutti gli altri switches sono passato alla fase si sbiancamento dei tasti che avevo accuratamente messo in un paio di piatti di plastica all’inizio e con un bel mix di Oxygen 30Vol. + Bicchierino di Vanish Oxi + 150ml di acqua è passata sia la paura che il giallo limone.

Infine è arrivata l’ultima fase ovvero il montaggio di tutti i tasti e su questo voglio fare una importante precisazione relativamente ad alcuni di questi che richiedono uno attenzione molto particolare.

Ci sono i tasti Enter, Shift SU, barra spaziatrice del layout principale e il tasto ENTER, numero 0 del layout del tastierino numerico che hanno dei ferretti metallici incastrati sotto.

Per toglierli come per rimetterli questi ferretti hanno bisogno di una piccola pressione da parte di un cacciavite piatto di quelli da orologiaio primo di poterli estrarre o rimettere tramite l’incastro meccanico con il suo switch.

Ho fatto qualche foto del tasto “ENTER” e “Barra Spaziatrice” come esempio per cercare di ricordarsi come sono messi visto che sono parecchio nascosti.

Giusto per farvi capire la difficoltà anche le foto stesse non rendono giustizia.

Per non sbagliare mi sono fatto anche un piccolo promemoria :))))))))))))))))

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo con il ri-montaggio di tutti i tasti perfettamente lindi e sbiancati come erano in origine in attesa del tasto 7…

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ACA – Amiga Classic Accelerator

Oggi vorrei parlarvi della mia esperienza personale legata alle ACA – Amiga Classic Accelerator, la scheda turbo per computer classici Amiga nello specifico il 1200.

Parto un pò da lontano dicendovi che prima di arrivare all’ aca sono stato un felice possessore di una Blizzard VIPER 1230 – Frequenza 28 MHz con FPU 68882 e 8 MB di RAM della Power Computing.

E’ stato un prodotto veramente valido che ho usato per diversi anni e nonostante fosse una scheda di “vecchia generazione” appartenente agli anni 90 non mi hai mai lasciato a piedi.

L’unico limite per cui ho deciso di cambiarla è stato il passaggio ad Amiga OS3.9 che richiede un quantitativo di ram nettamente superiore.

Oggi come allora la RAM è fondamentale con la sola differenza che oggi, costa praticamente niente.

Di seguito alcune foto che ho fatto prima di separarmene…

Tornando quindi all’ACA che ho acquistato posso dirvi che è dotata di un processore 68030 a 50 MHz inclusa la MMU con 128 MB di memoria ram.

1 MB di questa memoria è riservato per una copia della ROM del kickstart mentre il resto può essere usato come memoria di lavoro per programmi, giochi, utility e tanto altro.

L’ ACA1233n-55 è dotata della tecnologia IDE speeder che accelera la porta IDE interna dell’A1200 dando un pò di brio come tempi di accesso in lettura e scrittura.

Da quello che ho potuto capire documentandomi un pò, ho scoperto che il modello di punta (unico rimasto on line da poter acquistare) ha una memoria molto più veloce rispetto alla maggior parte dei modelli prodotti precedentemente, che utilizzano sempre un processore 68030.

Fortunatamente hanno mantenuto la compatibilità con PCMCIA: lo slot può ancora essere utilizzato, ad esempio per una scheda di rete.

Come tutte le schede acceleratrici che si rispettino c’è sempre il rovescio della medaglia ovvero che alcuni programmi/giochi/utility meno recenti non funzionano con i processori motorola 68030.

In questi casi, la scheda può essere disabilitata andando a spegnere il 68030 in modo da rendere nuovamente attivo il processore originale del 1200.

Oppure può essere ridotta la memoria fino a 0MB come “Fast Ram”, in modo che il 1200 ritorni allo stato originale senza alcun tipo di modifica e senza dover rimuovere la scheda.

Insomma, essendo un prodotto di nuova concezione permette veramente di fare un sacco di cose.

Dopo averla testata a fondo posso dire che è molto stabile, scalda poco (ho messo un dissipatore passivo giusto per precauzione) e l’ OS3.9 ne ha beneficiato sotto tutti i punti di vista.

Finalmente adesso ho la possibilità di usare un sistema operativo ottimizzato e velocizzato avendo a disposizione una “Real Gamer Machine“.

Ciaooooooo NERDONI!!!!!!

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Networking con la RS232 3/3

Nel precedente articolo abbiamo visto come configurare Genesis su Amiga per la connessione SLIP tramite Seriale, vediamo ora come fare la stessa cosa su un retro-Pc IBM compatibile con limitate risorse hardware.

mTCP è una raccolta di applicazioni con supporto per TCP/IP pensata proprio per i retro-computer con sistema operativo MS-DOS o similare.
I requisiti minimi hardware, cpu 8088 e 256kb di RAM, consentono di eseguirlo praticamente ovunque, supporta diverse tipologie di interfacce di rete ma anche connessioni SLIP/PPP attraverso la porta seriale.
Oltre allo stack TCP/IP ci sono i client telnet, ftp, irc, sntp, il tool netcat, server ftp e altro ancora.

Per l’installazione è necessario scaricare il pacchetto con i file binary mTCP_XXXX-XX-XX.zip dal sito web di mTCP.
Oppure se preferite per comodità ho preparato questo file con 3 immagini disco per Floppy da 360k in formato IMA dell’archivio multivolume mTCP.zip.
nel file ci sono anche i bat dell’esempio e il driver ETHERSL.COM per lo SLIP.

una volta scaricato e preparato i 3 floppy disk con un utility tipo winimage o rawrite, scompattiamo tutto il contenuto del file zip in una nuova directory C:\MTPC

C:\MTCP>pkunzip a:\mtcp.zip

Editiamo AUTOEXEC.BAT e aggiungiamo la directory C:\MTCP nel PATH

PATH C:\DOS;C:\MTCP;

i files .BAT e ETHERSL.COM che si trovano in C:\MTCP\ sono tutti da spostare nella root del disco C:\

Il batch C:\SLIPUP.BAT serve per avviare la connessione di rete; verifichiamo che i parametri IRQ, IOADDR e BAUD siano compatibili con quelli della nostra seriale.
Di solito la COM1 è su indirizzo 0x3f8 e IRQ 4, la velocità della seriale dipende un pò dalle prestazioni del vostro Pc, il mio PC20 Commodore non va oltre i 19200.
ma è già tanta roba 🙂

@ECHO OFF
REM  SLIPUP.BAT - install SLIP packet driver
REM  Copyright (C) 2018 David McMackins II

REM  Copying and distribution of this file, with or without modification,
REM  are permitted in any medium without royalty provided the copyright
REM  notice and this notice are preserved. This file is offered as-is,
REM  without any warranty.

SET INT=0x60
SET IRQ=4
SET IOADDR=0x3f8
SET BAUD=19200
SET TZ=UTC-1

ETHERSL %INT% %IRQ% %IOADDR% %BAUD%
SET MTCPSLIP=true
SET MTCPCFG=C:\MTCP\MTCP.CFG

Apriamo con l’editor il file di configurazione C:\MTCP\MTCP.CFG e impostiamo HOSTNAME con un nome a scelta, IPADDR con l’indirizzo IP che abbiamo assegnato alla porta asyncrona del router Cisco collegata alla nostra seriale, GATEWAY con l’indirizzo IP del router Cisco e NAMESERVER a discrezione.
FTPSRV_PASSWORD e FTPSRV_LOG_FILE sono richiesti solo se avviate il server FTP.

PACKETINT 0x60
MTU 576
HOSTNAME pc20

IPADDR 192.168.88.201
NETMASK 255.255.255.252
GATEWAY 192.168.88.200
NAMESERVER 8.8.8.8
FTPSRV_PASSWORD_FILE C:\MTCP\FTPPASS.TXT
FTPSRV_LOG_FILE C:\TEMP\FTP.LOG

Salviamo quindi la configurazione e proviamo a eseguire SLIPUP.BAT.
se tutto è impostato correttamente dovremmo vedere una cosa di questo tipo

provate a fare un ping 8.8.8.8 e/o www.google.it, se ricevete risposta dal server allora complimenti ! ci siete riusciti.
Il batch synctime.bat imposta la data e l’ora corretta sul Pc usando un server ntp.

Cavolo ! avevo il clock del pc indietro solamente di 40 anni 🙂

E per finire con STARWARS.BAT ci possiamo guardare StarWars episodio IV versione ASCII in streaming come su Netflix !

alla fine del film ricordatevi di chiudere la connessione con SLIPDOWN.BAT 🙂

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Disegnare PETSCII ART con PetMate

Sulle prime Pet Mate sembrerebbe un’app pubblicata per Play ed Apple store che cura il proprio cucciolo integrandosi con la domotica di casa, e magari esiste davvero. Ma nel caso dei nerdoni si parla di un altro PET ovvero del CBM PET. Questo cucciolo non ha bisogno di presentazioni tra noi appassionati.

Alla stessa maniera gli appassionati sanno che a bordo dei commodore erano presenti dei caratteri grafici che permettevano di disegnare elementi stilizzati come tabelle, cornici, ombre o cose simili, parliamo dei PETSCII.

Con lo stesso scopo, anche ASCII Corporation introdusse insieme a Microsoft i codici ASCII nel loro progetto comune: la piattaforma MSX, ma questa è un’altra storia…

Col tempo i programmatori hanno cominciato a divertirsi a disegnare schermate di benvenuto, di caricamento, addirittura giochi solo con PETSCII dentro a programmi in BASIC.

Sebbene i PETSCII non abbiano avuto la stessa fortuna della codifica ASCII, i nostalgici non hanno mai abbandonato l’arte del disegnare con questi caratteri.

Inoltre i tempi sono cambiati e per facilitare le cose gli editor sono sbarcati su windows, OSX e Linux. Mi sono imbattuto in uno di questi editor chiamato appunto PETMATE e mi sono divertito a ridisegnare il nostro loghetto/mascotte.

NerdOne, uno di noi!

Devo dire che l’editor facilita molto le cose e permette di disegnare, cancellare, spostare con una facilità in altri tempi impensabile, lasciando così spazio alla creatività.

Saranno occhiali, saranno ciliegie o sarà una cippa di… ehm, completa tu il disegno

Inoltre è possibile esportare il proprio lavoro in PNG, PRG, BAS, D64.

Allego il .bas, il .prg e il .png del PETSCII art nerdone, qualora volessi divertirti a provarlo sui tuoi dispositivi preferiti.

Networking con la RS232 2/3

Adesso che il nostro router Cisco 2511 è pronto per accettare connessioni SLIP sulle porte seriali, come spiegato nel precedente articolo, vediamo ora come configurare il TCP/IP su Amiga e quindi connetterci a Internet.
La guida illustra solo la configurazione di Genesis che è allo stato dell’arte lo stack TCP/IP di Amiga. Comunque ho avuto modo di testare la configurazione anche com MIAMI e funziona altrettanto bene.

Come primo passo andiamo a creare un nuovo modem di tipo generico che chiameremo “nullmodem”

nel tab “Device” configuriamo l’impostazione della seriale con i parametri di velocità che abbiamo settato sulla porta del router che andremo poi a collegare.
il device serial.device potrebbe variare in base al driver o eventualmente alla scheda rs232 che montate.
Per ottenere le migliori performace con la seriale on-board dell’Amiga è consigliabile impostare un basso numero di colori del Workbench; 4 colori con un 68030 consentiranno di arrivare tranquillamente a 38400bps.
L’uso di un driver ottimizzato come baudbandit in qualche caso può permetterci di andare oltre; la configurazione consigliata per un 500 base è di 19200bps

Nel tab “Commands” rimuoviamo tutti i comandi “AT” perché trattandosi di una connessione nullmodem non servono. lasciamo solo “/r” che corrisponde al tasto “invio” perchè sulla connessione seriale appena stabilita può essere necessario mandare qualche invio per attivarla.

Click su Ok e passiamo alla configurazione di una nuova interfaccia nella sezione “Interfaces”.
Nel primo tab “Interface” selezioniamo come “Name” slip, impostiamo quindi l’indirizzo IP che abbiamo attribuito alla porta asincrona collegata; per esempio se abbiamo collegato la porta Async2 del router dovremo impostare l’indirizzo 192.168.88.202.
Come “Destination” e “Gateway” compiliamo l’IP del router Cisco 2511, Netmask e MTU come da screenshot

Nel tab “Sana-II” selezioniamo il driver SLIP

Al tab “Modem” selezioniamo il modem “Generic nullmodem” che abbiamo creato e aggiungiamo con il tasto “Add” il send di un paio di “invio” in fase di composizione del dialer, sempre per il motivo di prima.

Come ultima cosa aggiungiamo i DNS server al tab “Resolve”.
io ho impostato quelli di Google ma sono a vostra discrezione.

Salviamo le impostazione con “Ok” e siamo pronti per testare la configurazione; basta aprire Genesis e fare click su “Connect” come se dovessimo connetterci con un modem.
La connessione è istantanea e in una frazione di secondo siamo On-Line


Nel prossimo articolo la configurazione TCP/IP di un retro-Pc IBM compatibile.

Networking con la RS232 1/3

Nel vostro laboratorio di retro-computing potrebbe essere comodo poter connettere in rete i vari retro-computer (Amiga, Apple e PC ecc. ecc. ) .
Un collegamento in rete è molto utile, si possono trasferire file da un server ftp, visitare una BBS, settare il clock con l’ora esatta, accedere alla console di un host, configurare un router con ssh e tante altre cose interessanti.
Purtroppo le NIC nei nostri retro-cosi sono quasi sempre un opzione, si trovano a fatica, non sono economiche, hanno protocolli eterogenei e spesso incompatibili.
E se fosse possibile utilizzare una comune interfaccia RS232 ?
è presente su tutti i retro-computer di fine anni 80 e nel caso servisse aggiungerla è molto più comune ed economica di una scheda di rete.
Ci vorrebbe però un access server capace di connettere più computer nello stesso momento, un po come fa uno switch di rete ma con le seriali, in più dovrebbe essere in grado si trasportare il TPC/IP sulla seriale con un protocollo di datalink standard compatibile con tutti.

Il Router Cisco 2511

è il classico retro-router della Cisco System in formato pizza-box.
In passato veniva spesso utilizzato come access server dai piccoli ISP, grazie alle sue 16 porte asincrone con velocità fino a 115200 bps, era possibile collegare ben 16 modem (oppure nel nostro caso 16 retro-cosi) 🙂

I due Octal-cable da 68 pin hanno ciascuno 8 terminazioni rj-45, queste non sono da confondere con i cavi di rete ethernet, sono tutte porte asincrone.
Per poterle connettere alle seriali dei computer è necessario preparare un adattatore RJ-45/RS232 da 25 pin o 9 pin come questo.

Le porte asincrone del router sono di tipo DTE, quindi è necessario collegare i fili dei nostri adattatori con una configurazione di tipo NULLMODEM.

Connettore RJ45  --> Connettore DB25
      Pin 1 CTS  --> Pin 4  RTS 
      Pin 2 DSR  --> Pin 20 DTR
      Pin 3 RXC  --> Pin 2  TXD
      Pin 4 GND  --> Pin 7  GND
      Pin 5 GND  --> NC  
      Pin 6 TXC  --> Pin 3  RXD
      Pin 7 DTR  --> Pin 6  DSR 
      Pin 8 RTS  --> Pin 5  CTS

Visto la lunghezza limitata del cavo si può anche estenderlo di qualche metro utilizzando un normale cavo di rete UTP e una giunzione come questa

Passiamo ora alla configurazione del router, per farlo è richiesto un minimo di esperienza basilare su come si configura un router Cisco.
Come prima cosa è necessario impostare l’interfaccia di rete e il gateway in modo che il router possa accedere a Internet.

interface Ethernet0
 ip address 192.168.88.200 255.255.255.0
ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 192.168.88.1

Configuriamo le 16 porte seriali del router, volendo si possono avere diverse velocità in base alle caratteristiche dei computer che poi andremo a collegare. per esempio un gruppo a 19200, un altro a 38400 fino a un massimo di 115200.

// dalla porta 1 alla porta 7 connessioni a 19200
line 1 7
 session-timeout 20
 exec-timeout 0 0
 autoselect during-login
 transport input all
 stopbits 1
 rxspeed 19200
 txspeed 19200
 flowcontrol hardware
// dalla porta 8 alla porta 15 connessioni a 38400
line 8 15
 session-timeout 20
 exec-timeout 0 0
 autoselect during-login
 transport input all
 stopbits 1
 rxspeed 38400
 txspeed 38400
 flowcontrol hardware
// sulla porta 16 vado a 115200 con l'Amiga 3000 :-)
line 16
 session-timeout 20
 exec-timeout 0 0
 autoselect during-login
 transport input all
 stopbits 1
 rxspeed 115200
 txspeed 115200
 flowcontrol hardware

Per il trasporto del TCP/IP utilizzeremo il protocollo SLIP.
Il Serial Line Internet Protocol, è un protocollo di rete di Livello datalink, usato per stabilire connessioni dirette tra due nodi specie su connessioni seriali asincroni, via modem o diretti con l’ausilio di un null-modem.
In passato costituiva uno degli standard più usati per l’IP commutato.
Andiamo quindi a configurare un porta logica per ogni seriale e assegneremo a ognuna un indirizzo IP non utilizzato della nostra LAN.
per comodità la porta 1 avrà l’indirizzo 201, la porta 2 l’indirizzo 202 ecc.
Questo indirizzo IP dovrà poi essere configurato manualmente nel client che andremo a collegare in base alla porta.

interface Async1
 ip unnumbered Ethernet0
 async mode dedicated
 peer default ip address 192.168.88.201
!
interface Async2
 ip unnumbered Ethernet0
 async mode dedicated
 peer default ip address 192.168.88.202

ecc. ecc. ecc.

interface Async16
 ip unnumbered Ethernet0
 async mode dedicated
 peer default ip address 192.168.88.216

Con questo la configurazione del router è finita, nella prossima parte vedremo come configurare un Amiga/Genesis e l’installazione minimale del TCP/IP su un Intel 8088 con pochi kb di Ram

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Ripristino di un Commodore 116

La famiglia 264 dei nostri amati Commodore ha sempre suscitato in me una serie di sentimenti contrastanti. Da un punto di vista, un sentimento di affetto per questa pecora nera, una sorta di “complesso della crocerossina” che ti porta a vederne gli aspetti positivi, il primo su tutti, la palette di colori offerti dal TED, poi il design, che con coraggio abbandona i colori e le forme delle serie precedenti ed esplora strade nuove, in ultimo un basic 3.5 che finalmente completa le lacune emerse dall’utilizzo della versione per C64.

Guardando l’altra faccia della medaglia, cominciano ad emergere invece cose che fanno storcere il naso, come il cambio del connettore del datassette e dei joystick che (per mere questioni commerciali) sbatte la porta in faccia alla retrocompatibilità. Per non parlare del software buggato nelle rom del Plus4, o della fragilità, limitatezza (e difficile reperibilità) del TED , cuore pulsante della grafica e del suono di questi sistemi. Insomma un progetto che sembra dimenticare gli aspetti che hanno portato il C64 ad essere il meglio dell’home computing: l’uso di sprite, musiche migliori rispetto ai concorrenti grazie al SID.

La storia della genesi e delle difficoltà inerenti alla progettazione di questa serie è conosciuta e reperibile in rete, eventualmente si potrebbe approfondire in un articolo a parte, invece riguardo al possedere queste macchine nella propria collezione, al cuore dell’appassionato collezionista non si comanda!

Avevo già nel mio “quiver” il fratellino minore C16 e la sorellona grande, il plus4, mi mancava l’animaletto domestico, quella specie di calimero tutto brutto tutto nero dai tasti gommosi, che tutti conosciamo come Commodore 116.

Eccolo li davanti il nostro Calimero

Il commodore 116 è un commodore 16 con i tasti gomma, ma con un layout dei componenti diverso, ovvero commodore ha progettato tre schede madri diverse per i tre modelli diversi. Visivamente il C116 ricorda il Sinclair ZX Spectrum e forse si voleva proprio inserire nel mercato dei “superlow cost”. In italia ce ne sono pochi perchè non erano venduti, erano stati fatti per il mercato tedesco dove commodore era molto forte.

Arriviamo al punto, dopo un po’ di ricerche sto per abbandonare l’idea a causa dei prezzi proibitivi, fino a quando non ne trovo uno che si accende ma presenta dei caratteri random a video. Visto il costo “giusto” decido di rischiare ad acquistarlo e di provare a ripararlo.

Il fatto di avere un C16 funzionante ha aiutato parecchio siccome i chip zoccolati all’interno sono gli stessi, per cui ho proceduto provando tutti i chip. Come ho detto si accendeva ma apparivano schermate random, guardando in rete e chiedendo nei gruppi molti davano la colpa alla rom BASIC, chi alla CPU, qualcuno incolpava il TED. Dopo averli provati tutti l’effetto non cambiava. Temevo che l’inc**ata fosse dietro l’angolo. Restava la PLA ed infatti era quello il chip danneggiato!
Dopo aver installato un PLA aggiustato, preso da un PLUS4 donatore, il tutto ha ripreso a funzionare, immaginate la mia gioia.

Tre schermate di garbage e l’ultima di test dopo la “riparazione”

Riparazione PSU Apple 2

Alimentatore Apple 2 modello astec AA11042C gentilmente fornito dall’amico Alessandro, che dopo averlo reccappato completamente (dicesi recap alla cazzo), ha pensato bene di rifilarmelo 🙂

Problema:
nessuna tensione (-5v +5v -12v +12v) sul connettore, non si sentono ronzi, il fusibile è ok.
Ispezione visiva: nessun segno di bruciature o corrosioni.

Inizio il percorso di ricerca guasto dalla parte della PSU in alta tensione, per poi risalire alla sezione in bassa tensione, fino ad arrivare dove è saldato il connettore di alimentazione.
Controllo quindi con il multimetro il funzionamento del ponte raddrizzatore ( A ) e la tensione sui condensatori di livellamento ( B ).
330V DC ! fino a qui mi sembra tutto apposto.

Alcuni componenti come i transistor sono più soggetti a rotture e per controllarli è necessario rimuoverli.
Procedo a dissaldare e verificare il grosso transistor di potenza ( C ) e quelli del circuito di controllo ( D ) e ( F ).
Anche questi sono Ok ! li rimonto e proseguo

Noto che la resistenza ( F ) presenta un leggero ingiallimento sul PCB, probabilmente dovuto a un surriscaldamento. meglio verificarla non si sa mai… dissaldo anche questa e verifico con il multimetro.
27 Ohm !! anche questa è ok
Al trasformatore centrale arriva tensione correttamente ma sembra in protezione, dopo averci dormito sopra decido di controllare il trasformatore di isolamento più piccolo che funge da PWM ( G ).

Questo piccolo trasformatore è composto da tre avvolgimenti, controllo quindi la continuità delle tre bobine e…..

BINGO !!! una delle tre bobine è interrotta!
fortunatamente il filo dell’avvolgimento si è staccato proprio in vicinanza del pin di fissaggio al PCB, diversamente penso proprio che non sarebbe stato semplice trovarne un’altra uguale di ricambio.

Con un piccolo filo di rame è una goccia di stagno sono riuscito a ripristinare la continuità dell’avvolgimento 🙂

Lo rimonto e provo a vedere se cambia qualcosa e a quanto pare questo era l’unico problema presente.

l’alimentatore è ripartito !

Alessandro mandami una foto dell’Apple 2 acceso così la pubblico ! 🙂

Alle è bellissimo !

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