La BBS è morta… lunga vita alla BBS!

Quando sento parlare dei tempi d’oro delle Bulettin Board System, mentre tutti si animano e sorridono, pensando ai bei tempi andati, mi si stampa in volto un’ espressione ebete dallo sguardo vitreo ed inespressivo, come un italiano medio che si trovasse ad ascoltare la telecronaca di una partita di baseball insieme ad un gruppo di super tifosi degli Yankees!

Il motivo è semplice, ovvero che quel periodo non l’ho vissuto, vuoi per la tirannia dei miei genitori (che così facendo hanno creato un mostro), vuoi perchè, se anche avessi avuto un Commodore 64, mai e poi mai i tiranni (vedi sopra) mi avrebbero dotato di un costosissimo “adattatore telematico”.

Aggiungi che nell’immaginario comune, con quei cosi “attaccati al telefono”, se sbagliavi numero e ti scappava di chiamare tal Professor Falken, c’era la possibilità di scatenare un conflitto termonucleare tra Russia e USA, o più concretamente di vedersi recapitata una bolletta della SIP da 1 milione di lire…

‘tacci tua Matthew Broderick, colpa tua se non mi hanno preso il Commodore!

Il mio accesso alla rete telefonica è avvenuto successivamente con la nascita di quella immensa galassia di internet service provider. Avevo comprato un abbonamento che mi permetteva 20 ore di connessione al mese ad una cifra flat irrisoria, ma questa è un’altra storia…

Ora invece che sono un adulto socialmente ed economicamente emancipato, che a quella che una volta era la linea telefonica si connette anche la lavatrice, mai mi complicherei la vita cercando di collegarmi ad una BBS con il mio amato C=.

Ma da un po’ di tempo a questa parte le cose sono cambiate! Finalmente posso cancellare quell’espressione ebete dal mio volto, perché finalmente so cosa significa “frequentare” una BBS!

La BBS in questione la conoscono già in molti “addetti ai lavori”, e come set di caratteri usa il PETSCII, infatti è fatta per essere consultata con i nostri beneamati Commodore, ma non solo! Parliamo della BBS di RetroCampus, sviluppata dall’ uber nerd Francesco “Ciccio” Sblendorio.

Collegarsi non è complicato, partendo dallo strumento, ovvero il modem, esistono tantissimi kit di modem wifi per Commodore, o per i più pratici ce lo si può anche autoprodurre. Una volta in possesso di uno strumento per collegarsi al web, serve digitare l’indirizzo e la porta della BBS.

Lascio il link con le istruzioni da seguire per collegarsi.

http://www.sblendorio.eu/Commodore/Web

La BBS di retroacademy non è un semplice esercizio di stile, al contrario cresce e si aggiunge sempre di nuove funzionalità.

Sotto vediamo una schermata piuttosto aggiornata al momento in cui scrivo.

Quante informazioni in 40 colonne…

Oltre alle sezioni divulgative di RetroCampus e RetroAcademy esistono tutte le aree degne di un portale moderno senza mancare le quelle amate dai più retro’.

La sezione delle testate giornalistiche mostra una scelta non banale delle fonti, ad esempio MedBunker, TPI, Il post, o Butac, solo per citarne alcune.
Se siete dei veri nerd, la mattina a colazione, la rassegna stampa ve la fate dal vostro C64, mica sky tg24!

Per i più giocherelloni, la sezione games offre i classici tris, forza 4 (ci ho perso dei pomeriggi contro quel maledetto!) o le più mitiche ed ostiche avventure testuali, giocabili direttamente da BBS.

Gli artisti si possono stupire con la PETSCII art. Anche i Nerdoni ne parlano: https://www.nerdone.it/?p=281

La sezione “servizi” però merita una menzione speciale. Mi è capitato a Brusaporto e poi a Bologna Nerd di vedere la funzione di download con salvataggio su disco ( su un disk drive 1541) di un gioco e la cosa mi ha lasciato a bocca aperta.

Cosa dire poi della moda del momento: la chat!

…ma chattare a 80 colonne con il computer dello zio ricco, non ha prezzo!

Ultimamente la chat si sta animando, e va di moda provare a collegarsi in chat con i dispositivi più disparati. Si sono visti C16 (ero presente in chat quando Francesco Gori stava ultimando i test sul suo modem per C16), C64, C128 a 80 colonne, Amiga, IBM e cloni 8086, PC windows e si vedono circolare ultimamente anche dispositivi android.

Un saluto da Nico dal suo IBM 5150 supercarrozzato, condensatori al tantalio tremate!
ma quel modem in alto a sx???

Sia chiaro, di BBS ce ne sono sempre state, ma in quest’era di social e di connettività sempre presente, abbiamo finalmente una BBS nuova, in italiano, che non solo richiama le BBS dei tempi d’oro, ma si apre a nuove funzionalità e originali offerte di contenuti, tipiche dei nostri tempi, senza dimenticare di restare “a nostra immagine e somiglianza”.

Quindi cosa aspettate? aprite il vostro emulatore di terminale petscii preferito, e troviamoci in chat!

Look “total black” per un collegamento di classe! (PETSCII art by Kody)

La prima scheda acceleratrice GVP G-Force Combo 030 50 MHz “full GAL” al mondo

[World’s first full GALs GVP G-Force Combo 030 50 MHz accelerator card]


Fin dal lontano 1990 io e i miei amici amighisti non eravamo “nella media” degli utenti Amiga: la passione per la grafica 3D ci aveva travolto in pieno con programmi come Sculpt-Animate 4D, TurboSilver, Imagine e, più tardi, Real 3D e LightWave 3D.
Va da sé che la bramosia di velocità nel calcolo era all’ordine del giorno: il povero 68000 nudo e crudo arrancava… notti intere passate con l’Amiga acceso e la mattina, al risveglio, il primo pensiero non era la scuola: era quello d’accendere il 1084S e vedere “se aveva finito”!
Al fine di potenziare il mio Amiga 2000 il primo passo fu quello d’acquistare, intorno al 1991, una scheda acceleratrice, si trattava di un prodotto italiano: Hardital Big Bang.
Montava un 68030+68882 a 25 MHz e 2 Megabyte di RAM.
L’accelerazione era davvero notevole, ma buona parte del sistema (espansione RAM SupraRAM 2000 e controller HD Commodore A2090A) rimaneva a 16 bit stretta nel collo di bottiglia del bus Zorro II.
Venduta la Big Bang ad un amico (Andrea!), convinsi mio padre, fortunatamente appassionato di tecnologia anche lui, a spendere una fortuna per acquistare una splendida scheda acceleratrice GVP G-Force Combo 030 clockata a ben 50 MHz… praticamente un missile all’epoca (1992)!
Questa scheda ha potenziato il mio Amiga 2000 in tutti questi anni ed è in uso ancora oggi.
Caratteristiche:

  • CPU 68030 a 50 MHz, PGA
  • FPU 68882 a 50 MHz, PGA
  • 4 Megabyte 32-bit Fast RAM saldati on-board
  • 3 SIMM sockets (supportano solo moduli SIMM a 64 pin proprietari GVP da 1 o 4 Megabyte)
  • controller SCSI-II con chip 33C93A a 14 MHz, connettore SCSI interno 50 pin ed esterno DB25
  • 32 bit expansion bus proprietario per la potente scheda grafica GVP EGS 110/24 (un sogno, introvabile!)

Ulteriori info:
http://amiga.resource.cx/exp/gforce2030
https://bigbookofamigahardware.com/bboah/Product.aspx?id=178

Ammiratela in tutto il suo splendore originale, completa di 3 SIMM GVP da 4 Megabyte ciascuna (RAM totale 16 Megabyte):


Le schermate di Sysinfo non lasciano dubbi sulla potenza del prodotto, guardate soprattutto le performance del disco SCSI: quasi 4 Megabyte al secondo nel 1992!


L’Amiga 2000 così potenziato è stato il mio computer principale d’uso quotidiano fino al 2000-2001: oltre alla grafica 3D navigavo su Internet, gestivo la posta elettronica, masterizzavo audio CD e compilation di MP3, ecc…

Poi, per circa 15 anni, è rimasto inutilizzato nella mia cameretta a casa dei miei, ma in questi ultimi anni, col “ritorno di fiamma” della passione per il retrocomputing, l’ho riscoperto e sto cercando di restaurarlo/conservarlo al meglio.

Durante alcuni severi test di lettura/scrittura su HD mi sono accorto che alcuni file risultavano corrotti (copie non fedeli al 100% del file d’origine):


Ho cominciato ad indagare per capire quale potesse essere la fonte del problema.
Il primo indiziato è stato il disco fisso: ne ho messo un altro (grazie Matte!) ma il problema persisteva identico.
Provando e riprovando ho notato che gli erorri erano assenti a sistema appena acceso (da freddo) ma si presentavano sempre più numerosi via via che passavano i minuti.
Di conseguenza, ho pensato potesse essere un problema di surriscaldamento: su questa scheda ci sono 8 PAL che diventano bollenti, si fa fatica ad appoggiarci sopra i polpastrelli!


La prima azione che ho pensato di fare è stata quella di migliorare il flusso d’aria che raffredda la scheda: le 8 PAL si trovano vicine al fianco dell’alimentatore dell’A2000, fianco che è privo di asole per il passaggio d’aria (le asole sono presenti soltanto sul lato frontale).


Mi sono quindi trasformato in un fresatore 😀 ed ho fresato 38 asole sul fianco dell’alimentatore rivolto verso la scheda acceleratrice; inoltre, per mantenere un flusso d’aria veloce, ho parzializzato le asole originali incollando un lamierino all’interno dell’alimentatore stesso.


Infine, ho applicato un dissipatore di alluminio su ciascuna PAL:


I successivi test di lettura/scrittura su HD hanno mostrato un notevole miglioramento, gli errori erano pochissimi, ma qualche errorino rimaneva… non potevo accettarlo… 😉


La convinzione che il problema potesse essere il risultato di anni di forte surriscaldamento di queste benedette PAL mi ha spinto a cercare una strada per sostituirle.
Ma come fare?
Parallelamente, l’amico Nicola stava sperimentando la lettura di alcune PAL e la loro sostituzione con GAL (chip più moderni) programmate in modo da risultare perfettamente compatibili.
Le GAL sono chip più performanti e non scaldano come le PAL.
Avete capito, ora il nostro comune obiettivo sfidante era chiaro: dovevamo in tutti i modi riuscire a sostituire le 8 PAL con 8 GAL! 😀

Il primo problema da risolvere era ovviamente quello di reperire il codice con cui gli ingegneri della GVP avevano programmato le 8 PAL: sul web non si trovava nulla di nulla!
Abbiamo quindi tentato di leggere il codice delle PAL, ma tutte 8 sono risultate protette… delusione totale!!!

A questo punto, incredibilmente, il destino si è fatto vivo: Nicola ha trovato ed acquistato (fra l’altro a Rubiera, di fianco a casa!) una rara scheda praticamente IDENTICA alla mia, eccola qua:


Era un chiaro segnale che non dovevamo per nessun motivo mollare, anzi: dovevamo puntare ancora più dritti verso il nostro obiettivo! 😀
Infatti, incredibilmente, la lettura delle 8 PAL della scheda di Nicola ha avuto pieno successo, nemmeno una è risultata protetta! Questa cosa ci ha davvero sorpreso, mai ce lo saremmo aspettato.

Le PAL presenti sulla mia scheda (REV 3 – 1.02) sono:

  • U34-74F4 AMD PAL20L8-5PC
  • U35-5F54 MMI PAL16L8DCN
  • U36-90C6 TI TIBPAL20R6-7CNT
  • U37-4D7B AMD PAL16L8-5PC
  • U38-38CC AMD PAL16L8-5PC
  • U39-F029 AMD PAL20L8-7PC
  • U40-B520 AMD PAL16L8-5PC
  • U53-A2B1 AMD PAL20L8-7PC

Le PAL presenti sulla scheda di Nicola (REV 3 – 1.03) sono:

  • U34-74F4 TI TIBPAL20L8-5CNT
  • U35-5F54 MMI PAL16L8DCN
  • U36-90C6 AMD PAL20R6-7PC
  • U37-4D7B AMD PAL16L8-5PC
  • U38-38CC AMD PAL16L8-5PC
  • U39-F029 AMD PAL20L8-7PC
  • U40-B520 AMD PAL16L8-5PC
  • U53-A2B1 AMD PAL20L8-7PC

Si tratta, sostanzialmente, di 2 set di PAL identici: tutti i checksum coincidono!

Bene, eravamo finalmente in possesso dei file JED contenenti le programmazioni delle 8 PAL, ed era già un bel risultato perché, in caso di rottura, avremmo avuto la possibilità di ricreare una PAL sostitutiva.
Ma il nostro obiettivo, come detto, era di creare un set di 8 GAL sostitutive.
Nicola, ormai esperto dopo aver smanettato per giorni con diversi software, è riuscito a convertire i file JED delle PAL in 8 file GJD pronti per programmare 8 GAL.

[segue]


>>> APPROFONDIMENTO: CONVERSIONE PAL ==> GAL

Per trasformare una PAL in GAL si parte da una copia del JED, la “Fuse Map” della PAL, poi con un semplice programma di conversione a riga di comando si trasforma in una Fuse Map compatibile con la programmazione di una GAL.

Le GAL che utilizziamo per rimpiazzare le vecchie PAL, anche se di generazione successiva rispetto a quest’ultime, sono comunque una tecnologia vecchia di anni e ormai sorpassata, ora rimpiazzata dalle moderne FPGA.

Comunque in rete si possono trovare ancora due programmi, uno della Lattice PALTOGAL e uno della National PAL2GAL.

Entrambi validi e compatibili con MSDOS. È possibile comunque utilizzarli su un sistema moderno in emulazione DosBox.

Prima di mostrare come fare la conversione è bene precisare che le funzionalità delle diverse tipologie di PAL possono essere riprodotte su una sola tipologia di GAL: infatti, quest’ultime si possono configurare sia in modalità puramente combinatoria che “registered” (R).

Questo vuol dire che con una GAL16V8 o GAL20V8 possiamo programmare PAL16 L4 L6 L8 R4 o PAL20 L4 L6 L8 R4 R6 ecc…

Utilizzare PALTOGAL della Lattice è molto semplice, si possono specificare i parametri sulla riga di comando oppure eseguirlo in modalità interattiva e fornire una alla volta le informazioni necessarie.

I parametri sono tre: il file JED di input che contiene la Fuse Map della PAL, il file di output ed il numero corrispondente alla conversione che vogliamo fare.

Esempio:

paltogal.exe PAL16L8.JED GAL16V8.GJD -c 2

L’estensione GJD sul file di output non è importante, serve soltanto per identificare la tipologia del JED (GAL JED); più importante è indicare il numero di conversione adatto secondo il seguente elenco da 1 a 64:

È bene notare che questa tipologia di conversione è una “traduzione” della mappa di bit della Fuse Map: le equazioni non vengono estrapolate, l’ordine dei fattori non viene toccato e non viene eseguito nessun tipo di semplificazione.
Questo nella maggior parte dei casi può andare benissimo ma come abbiamo visto può essere necessario ottimizzare ulteriormente la programmazione con tool come WinCupl o OPALJR. Ma questa è materia per un altro articolo…



Le GAL sono state scelte come da elenco seguente:

  • U34-74F4 LATTICE GAL20V8B 15LP
  • U35-5F54 LATTICE GAL16V8D 15LP
  • U36-90C6 ATMEL ATF20V8B-15PC
  • U37-4D7B LATTICE GAL16V8D 15LP
  • U38-38CC LATTICE GAL16V8D 15LP
  • U39-F029 LATTICE GAL20V8B 15LP
  • U40-B520 LATTICE GAL16V8D 15LP
  • U53-A2B1 LATTICE GAL20V8B 15LP

NOTA per U36: utilizzando una LATTICE GAL20V8B 15LP per U36 l’acceleratrice è risultata un po’ più lenta e si sono ripresentati numerosissimi errori di scrittura su HD, invece una ATMEL ATF20V8B-15PC si è dimostrata compatibile al 100%.


Scaricate qui il set completo di file GJD pronti per programmare le 8 GAL:
[Here you can download a complete set of GJD files ready to program the 8 GALs:]

==> DOWNLOAD <==

NOTA BENE: questo set è applicabile soltanto alla G-Force 030 a 50 MHz!
[PLEASE NOTE: this set is only applicable to the G-Force 030 @ 50MHz!]

[segue]


>>> APPROFONDIMENTO: COME SI COMPORTA LA SCHEDA PRIVANDOLA DELLE PAL?

A mano a mano che sostituivo le PAL con le GAL ho provato a vedere, una ad una, come si comportava il sistema privo della PAL (zoccolo vuoto).
Di seguito elenco tutte le prove che ho fatto.

U34 zoccolo vuoto: il sistema non vede più la RAM montata sulla scheda.

U35 zoccolo vuoto: inizialmente non ho riscontrato alcuna differenza.
Ho letto che U35 è coinvolto nell’Autoconfig della memoria.
Questa scheda può configurare la sua RAM in 2 modi settando il jumper J12:
– J12 CHIUSO: i primi 8 Megabyte nello spazio Autoconfig e gli altri 8 estesi
– J12 APERTO: tutti i 16 Megabyte estesi
La mia scheda è sempre stata configurata con tutti i 16 Megabyte estesi, ecco perchè non ho notato alcuna differenza lasciando vuoto lo zoccolo di U35.

Col jumper J12 aperto (tutta la RAM estesa), la presenza o meno di U35 nello zoccolo, come detto, non comporta evidenti differenze (Sysinfo vede la sola acceleratrice e 16 Megabyte estesi):


Chiudendo il jumper J12 la differenza invece diventa tangibile.
U35 nello zoccolo (J12 CHIUSO): Sysinfo elenca una scheda di memoria (virtuale) in più, si tratta degli 8 Megabyte nello spazio Autoconfig.
Questo è confermato anche dalle successive due schermate d’informazioni sulla memoria:


U35 zoccolo vuoto (J12 CHIUSO): la scheda di memoria (virtuale) Autoconfig da 8 Megabyte sparisce e rimangono soltanto 8 Megabyte di RAM estesa.
Le schermate di Sysinfo lo confermano:


U36 zoccolo vuoto: il sistema non parte, schermo nero.

U37 zoccolo vuoto: il sistema non vede più la RAM montata sulla scheda.

U38 zoccolo vuoto: il sistema non parte, il led di power passa da bassa ad alta luminosità.

U39 zoccolo vuoto: il sistema non parte, schermo nero.

U40 zoccolo vuoto: il sistema diventa lento (~50%) e dà errori al boot.

U53 zoccolo vuoto: il sistema parte ma va in GURU ad ogni boot (errori: 8000 0003, 8000 0004 e 8000 000A).



Ed ecco la scheda acceleratrice nella sua nuova veste “full GAL”: obiettivo raggiunto il 24/10/2020! 😀


Le alte temperature delle PAL sono soltanto un ricordo: le 8 GAL rimangono praticamente fredde anche molto tempo dopo l’accensione! 😉
Ed una decina d’ore di file test continuo senza alcun errore dimostra che i problemi di scrittura sono stati finalmente risolti:


Beh, alla fine devo proprio dire che è stata un’avventura lunga ma divertente, molto emozionante… e la soddisfazione di esserci riusciti è unica, vero Nicola? 😀
Che meraviglia!


Scaricate qui il set completo di file GJD pronti per programmare le 8 GAL:
[Here you can download a complete set of GJD files ready to program the 8 GALs:]

==> DOWNLOAD <==

NOTA BENE: questo set è applicabile soltanto alla G-Force 030 a 50 MHz!
[PLEASE NOTE: this set is only applicable to the G-Force 030 @ 50MHz!]

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Come Riconoscere un 1571 che fà i capricci

Torno a parlare del mio tanto decantato Commodore 128D…

Una macchina veramente avanti per i tempi (siamo nel 1985) in cui fu presentata, progettata in fretta e furia per rimediare al fallimento della serie Commodore 264.

Fu l’ultima macchina a 8 bit prodotta dalla Commodore e venne velocemente abbandonata a causa dell’imminente successo delle macchine a 16 bit e soprattutto della nuova piattaforma Amiga.

Eh è proprio a causa di questa “certa fretta” di rilascio e poi di abbandono che il 128D ebbe diversi problemi di sviluppo hardware come ad esempio il surriscaldamento anomalo a cui andavano incontro i primi prototipi, che costringevano gli sviluppatori a raffreddarlo con metodi artigianali…(Classico modus operandi degli ingegneri della Commodore).

Ho fatto questa premessa per farvi capire quanto abbiano spinto al massimo questa fantastica macchina dotandola anche del più avanzato tra i drive per dischi da 5¼ pollici della Commodore, poiché permetteva di utilizzare le due facce del disco senza la necessità di capovolgerlo come invece per i precedenti drive 1541/1570.

E qua arriviamo alla nota dolente, con ciliegina amara sulla torta (CAN….come direbbe qualcuno dei Nerdoni) in cui mi sono imbattuto qualche giorno fà:

Il classico 20, READ ERROR che tradotto siginifica:

20: READ ERROR (block header not found)
Il controllore del disco è impossibilitato ad individuare l’intestazione del blocco-dati richiesto.
Causato da un numero illegale di settore, o dall’intestazione che è stata rovinata.

Dove ovviamente è tutto chiaro no? (Ci vuole poco a capire che per “intestazione” la commodore fà riferimento alla TESTINA del 1571…)

Da questo errore “molto chiaro” sono partito a fare varie prove per cercare di capire la problematica e quindi ho cominciato ad eseguire diverse formattazioni cambiando anche tipologia di floppy disk onde evitare problemi di incompatibilità.

Prima ho eseguito questo programmino in modalità 128:

10 OPEN1,8,15,”U0>M1″

20 PRINT#1,”N0:PIPPO,01″

30 CLOSE1

RUN

e ovviamente la formattazione è andata a ramengo con il solito errore prima descritto:

Ho ripetuto la stessa procedura anche in modalità 64 con l’unica differenza che il disco veniva formattato a 664 Blocchi come si vede dalla foto seguente:

Come avete capito quindi in mod. 128 non riusciva a completare la formattazione mentre in mod. 64 la formattazione avveniva correttamente e questo comportamento mi ha mandato fuori strada per un bel pò…fino a quando mi sono ricordato che il 1571 può emulare il 1541 per garantire la compatibilità con software e programmi vari.

In buona sostanza se usato con un Commodore 64, il 1571 attiva automaticamente la modalità 1541 andando quindi a completare correttamente la formattazione.

Ho dedotto che il 1571 stava lavorando in modalità “singola faccia” ed è il motivo percui in mod. 64 la formattazione riusciva.

Fortunatamente avevo un 1571 esterno, comprato qualche tempo fà su ebay ad un ottimo prezzo che mi ha permesso di testare la sostituzione della meccanica sul mio 128D.

Ho avuto ulteriormente problemi di lunghezza di cavi dei vari connettori che mi hanno costretto a provare l’unità in modo volante ma fortunatamente la mia intuizione è stata corretta e finalmente ora la formattazione a 1328 blocchi (doppia faccia, entrambe le testine) avviene perfettamente in entrambe le modalità:

Ora non mi resta che trovare il modo di allungare i fili, o eventualmente scambiarli tra le due unità meccaniche se possibile, in modo da rimettere in ordine finalmente il mio 128D.

Saluti a tutti i Nerdoni!!!

Un PC della Philips

Il personal computer della Philips è stato per me una vera sorpresa, nella mia esperienza ormai ventennale in campo informatico non mi era mai capitato, che ricordo, di averne visto o usato uno.

Il marchio è famoso sicuramente per suoi monitor, i masterizzatori, gli accessori e le periferiche.

Per quanto riguarda i personal computer, anche se ne sono stati prodotti di tantissimi modelli con i processori più svariati, dallo Z80 al 486, la documentazione che ho potuto reperire in rete è stata veramente pochissima.

Solo Wikipedia riporta un elenco dei PC prodotti nel tempo e un breve cenno storico su questa divisione del colosso dell’elettronica.

Questo personal in particolare è un modello di classe XT dotato di processore 8088.

PHILIPS PCD 102

Mi è stato regalato dall’amico Barry, che lo aveva in cantina da qualche decennio, forse un regalo a sua volta di un parente. Comunque sia è stato utilizzato pochissimo e subito rimesso nella scatola originale con tutti i suoi accessori.
I segni del tempo sono ben visibili sulla scatola, un piccolo adesivo scollato nasconde caratteristiche che probabilmente sono state oggetto di revisione all’ultimo momento.

Niente Works 2.0, quali sono i “top rated, state of the art game” ?

All’interno della scatola dentro al suo imballo originale c’è una tastiera Cherry made in germany di come non se ne vedono più da un pezzo, nuova, ancora con il cellophane che ricopre il cavo, non brandizzata Philips.


Diversamente dalla tastiera il mouse è sicuramente un prodotto di design Philips, non mi è nuovo, probabilmente veniva venduto anche separatamente.

E questo è come si presenta il PCD 102 dopo averlo sballato e appoggiato sul banco. di solito una foto così la metto alla fine dell’articolo dopo le eventuali riparazioni e il retrobright !

conoscete l’acronimo NOS ? New Old Stock ? questo non lo è ma ci somiglia molto.

Ci sono anche i manuali, di primo utilizzo, di sistema e quello del MS-DOS 4.
Visto la completa assenza su Internet di documentazione ho pensato di fare una scansione della guida di sistema, così da poter mostrare bene tutti i dettagli tecnici a chi fosse interessato.

Il contenuto dei floppy originali purtroppo è andato perso, sono stati tutti sovrascritti con l’installazione di MS-DOS, compreso quello di utilità che conteneva il programma di setup del bios e di controllo di velocità della CPU.
è infatti possibile via software settare il processore 8088 a 4Mhz o 10Mhz, con il comando “speed” . il manuale riporta la possibilità di settarla anche con la sequenza di tasti “alt” e “+” o “-” dal tastierino numerico.
In ogni caso qui potete scaricare lo zip con l’immagine dei floppy così come li ho trovati

Ma arriviamo al dunque… come sei messo dentro ? si accenderà al primo colpo dopo tutti questi anni ?
La risposta è spesso NO.

E purtroppo è così anche in questo caso, il led del power si accende, si sentono le ventole della psu ma niente beep. SCHERMO NERO !
Attenzione però questo Personal è un XT, non ha una scheda video VGA ma una CGA commutabile in MDA tramite un interruttore posto dietro.


Nella modalità color (CGA) è possibile collegare un monitor CGA oppure anche un 1084S D1 sulla porta RGBI che normalmente si utilizza con l’ottanta colonne del C128. è perfettamente compatibile.
Per chi possiede un convertitore GBS-8220, che di solito si utilizza per visualizzare il video RGB a 15Khz dell’amiga sul monitor VGA, è possibile costruire con pochi euro di componenti un adattatore e quindi sfruttare il GBS anche per l’ottanta colonne RGBi o CGA.

Dentro è come fuori, pulitissimo, nemmeno l’accumulo di polvere sulle ventole. è stato acceso davvero poco.

ma cosa vedo nell’angolo (segui la freccia rossa)? quella che il mio amico Alessandro chiama “quella troia della Varta!

Una batteria come questa, dopo 25-30 anni, se ti dice male, può distruggere in modo irreparabile una scheda madre riuscendo a corrodere componenti, piste e socket.

Infatti dopo aver rimosso la batteria e neutralizzato l’acido con un prodotto specifico per la pulizia dei pcb (si può utilizzare anche il semplice aceto di vino) ho individuato un pista interrotta che ho riparato con un filo.

il tentativo di accensione successivo è andato meglio ma c’è ancora qualcosa che non va…

tante belle faccine sorridenti sembrano ringraziare ma non credo sia utilizzabile così

Un’altra pista sembra interrotta sempre li nella zona della batteria, in questo caso però è più complicato perchè scompare sotto il connettore seriale per poi ricomparire da qualche parte sotto.
Comunque alla fine la trovo e ripristino pure questa con un filo.

la mia patch è quella con il filo rosso !

è un classico dei retro-computer le “pezze” con il filo e la colla calda, queste non sono riparazioni successive ma al contrario è uscito così di fabbrica.
Il ripristino della seconda pista sembra aver risolto tutti i problemi.

Potrei montare una nuova batteria uguale all’originale oppure niente.
Per comodità saldo due fili dove un domani potrò collegare facilmente un batteria nuova.

qui ho collegato una CR2032, nel porta batteria c’è un diodo che blocca la corrente di ricarica.

Mica male per un 8088, mi ricorda un po l’amiga 3000: la daughterboard per le schede di espansione, l’interruttore video posteriore, l’asticella di plastica dell’alimentatore per il pulsante di accessione, la posizione centrale per l’hard disk (opzionale), i connettori laterali per tastiera e mouse, il doppio floppy

I due Floppy Drive modello TEAC FD-235F sono di quelli compatibili Amiga, hanno i jumper per la configurazione.
E per renderlo compatibile basta posizionare i jumper su RY, DC e D0.

il pulsante di espulsione del floppy assomiglia molto a quello del 3000 e per un attimo ho pensato che fossero quasi intercambiabili. sarebbe stato bello poter aggiungere un secondo drive al mio 3000.

Per curiosità ho testato anche la modalità video in mono; che non è una CGA in bianco e nero ma un segnale video MDA completamente diverso. Occorre un apposito monitor, il 1084S D1 e il mio adattatore per GBS non supportano questo standard.

Concludo il test con PLANET X3 del ragazzo a 8bit.
il viola della CGA è perfetto !

Amiga 1000: Come giocarci

Dopo tutte le vicissitudini hardware per rendere operativa ed utilizzabile a pieno “Lorraine” mi sono cimentato nel capire come sfruttarla per farla diventare anche una vera macchina da gioco.

Avendo a disposizione un Dual Kickstart, inizialmente 1.3 e 3.1 la mia idea era quella di sfruttare il 3.1 insieme al Workbench 3.1 per caricare i giochi da WHDLoad su Hard Disk un pò come già faccio sul mio CDTV pompato.

Come spesso succede con queste macchine, l’impiccio è sempre dietro l’angolo…tanto che ovviamente non c’è stato verso di trovare una soluzione sul 3.1.

I giochi si bloccavano subito ad inizio caricamento, oppure dalla schermata del Workbench si passava alla schermata nera e poi non succedeva più nulla tanto che si rendeva necessario fare il classico CTLR+Amiga+Amiga.

Premetto che mi sono fatto un’accurata selezione dei giochi che richiedono soltanto il caricamento di 512KB di ChipRAM perchè come ChipRAM (+ Range RAM) l’ Amiga 1000 supporta al massimo 1MB.

Questo perchè il WHDLoad per chi non lo sapesse necessita minimo di 1MB di ChipRAM iniziale per riuscire a caricare da Hard Disk, meglio ancora se sono 2MB con ad esempio il mio CDTV pompato perchè in questo caso non abbiamo nessuna limitazione al caricamento.

Tornando a noi…in pratica tutte le volte che andavo a caricare un qualsiasi gioco di questa selezione con il WHDLoad, il procedimento falliva tranne qualche sporadica volta in cui il tutto avveniva correttamente.

A questo punto con Nicola ci siamo resi conto che il kickstart 1.3 che avevo previsto inizialmente non conteneva le librerie necessarie alla catena SCSI per riconoscere ed avviare il Workbench 1.3 da Hard Disk e quindi l’ idea di caricare i giochi da Floppy Drive dopo tutto il lavoro di modifiche che era stato fatto proprio non lo volevo accettare :)))

Così per l’ennesima volta mi sono messo a cercare su internet perchè ero sicuro che una soluzione ci doveva essere e magicamente mi è venuto in soccorso questo fantastico link:

http://amigax1000.blogspot.com/2020/02/whdload-games-working-under-workbench-13.html

che abbiamo messo in pratica ed ha dato il risultato sperato!!!

Si chiama JST, è una sorta di programmino che messo nel cassetto Sys\C: permette di poter giocare ai giochi WHDLoad.

Siccome WHDLoad stesso NON funziona su Workbench 1.3, l’utilizzo di questo tool separato rende possibile eseguire i file .slave whdload in Workbench 1.3 direttamente dalla SHELL andando dentro la singola cartella del gioco e anteponendo la dicitura “jst” <nome gioco>.slave come si evince dalla foto seguente:

Se vi interessa approfondire l’argomento lo potete trovare a questi links:

https://jotd.pagesperso-orange.fr/amiga.html

http://jffabre.free.fr/amiga/patches.html

Ora risolta la modalità di caricamento dei giochi, come detto prima mancando il supporto delle direttive SCSI sul Kickstart 1.3, rimaneva il problema del caricamento dei giochi da Hard Disk.

Per questa problematica mi è venuto in soccorso un ragazzo di Chieti che conosco da parecchi anni il quale mi ha suggerito di montare il Kickstart 2.0 Ver. 37350 (quello che monta già l’ Amiga 600) perchè contiene già le librerie necessarie per avviare il Workbenck da Hard Disk e supporta già dischi fino a 4GB.

Da questa idea quindi si è reso necessario cambiare il Kickstart 1.3 con il Kickstart 2.0 andando a riprogrammare la ROM 27C800 in modo da avere 2.0/3.1 e di conseguenza anche il Workbench 2.0 e Workbench 3.1.

Come ultima modifica software questo mio amico di Chieti mi ha partizionato l’ Hard Disk con entrambi i sistemi operativi (2.0/3.1) in modo da avere all’ avvio un Dual Boot che mi permette in ogni momento di scegliere con quale partizione avviare il sistema come da foto seguente:

Nello specifico “DH1” è la partizione del Workbench 2.0 e “DH0” è la partizione del Workbench 3.1.

Amiga 1000 pompato: le modifiche più lunghe e più rognose della storia – 3 Parte

Sembrava che avrei passato il Natale più bello dopo questo auto-regalo che mi ero fatto ma poco prima del Lockdown…

Purtroppo il mio 1000 pompato ha smesso di funzionare dandomi una bella schermata VERDE e non ne voleva più sapere di ripartire in quanto non faceva più il boot iniziale.

Togliendo prima il Dual Kick 1.3/3.1, poi mettendo un solo Kickstart sulla basetta di Reverse Engineering non cambiava assolutamente niente…e Quindi?

E quindi ho dovuto aspettare la ripresa dal Lockdown e chiedere l’intervento di un caro amico che queste macchine le ripara ad occhi chiusi: il nostro mitico Nicola che con una pazienza da certosino mi ha salvato da questa lunga e rognosa storia.

La schermata Verde era legata ad un banco di RAM difettoso che si era fulminato quindi Nicola è intervenuto sulla modifica del piggyback andando a sostituire una tripletta di banchi di RAM saldate assieme.

Siccome pero la modifica piggyback porta ad arrostire velocemente i banchi a 3 chip saldati fra di loro, Nicola insieme a Matteo, hanno avuto la “genialata” di utilizzare gommina termoconduttiva, dissipatore statico in alluminio e ventola che aspira l’aria calda mantenendo così bassa la temperatura dei banchi di RAM a temperature normali.

Di seguito vi posto le foto delle varie fasi fino ad ottenere una temperatura che rientra nel normale utilizzo di questi banchi di ram:

Dopo ha testato immediatamente la RAM da 1MB come si evince dalla foto:

Finito il test sulla ChipRAM, ha smontato il dual Kick 1.3/3.1, la basetta di reverse engineering ed ha montato un RELOCATOR di un altro appassionato spagnolo di soprannome “Arana” per permettere il montaggio della scheda acceleratrice.

La particolarità di questo Relocator è dato dalla possibilità di montare al contempo una singola ROM 27C800 programmata per contenere i due Kickstart 1.3/3.1 switchabili alternativamente tramite un pulsantino da macchina accesa!!! Una autentica anzianata!!!! Guardate le foto di come viene perfettamente incastrato negli ingombri disponibili all’interno del 1000:

Dopo aver superato brillantemente anche questa fase Nicola ha testato gli 8MB di Fast RAM come da foto seguente:

Fatto anche questo passaggio è arrivata la rogna finale imprevista ovvero che nel momento in cui si provava a switchare il kickstart dall’ 1.3 al 3.1 al successivo riavvio dava prima una schermata nera con delle striscie di vari colori fra i quali anche il magenta e subito dopo una schermata magenta fissa che come significato trovato su internet corrispondeva a (0xF0F) inizializzazione single-task o avvio a freddo non riuscita.

Ovviamente vuol dire tutto e vuol dire niente quindi mi sono messo alla ricerca di qualcosa di più specifico ed ho trovato a questo link: http://members.quicknet.nl/rhm.herold/computing/amiga/boot_colors_meaning.htm proprio quel difetto della schermata iniziale di BLACK/STRIPES ROM or CIA che indicava un difetto del CIA 8520.

Dopo aver sostituito anche quello, continuava a non switchare fintanto che Nicola si è accorto che erano rimaste montate le ROM originali del Kickstart 1.1…una volta tolte finalmente tutto a cominciato a funzionare alla grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!

Aggiungo che Nicola ha pensato bene di aggiungere una porta SCSI Esterna DB25 per collegarci un’ unità Iomega Zip che fanno sempre comodo nel trasferimento dati visto i problemi classici di differenti file system fra PC e Amiga.

RINGRAZIO ANCORA UNA VOLTA IL NOSTRO AMICO NICOLA PER AVERMI RISOLTO, MIGLIORATO E POTENZIATO QUESTA SPLENDIDA MACCHINA.

Amiga 1000 pompato: le modifiche più lunghe e più rognose della storia – 2 Parte

Fortunatamente, tramite un amico in comune ho conosciuto un marchigiano di grande esperienza sul mondo Amiga, il mio caro amico Michele (MouseMiki – amimicki@gmail.com) che dopo avermi dato la brutta notizia sulla scheda madre completamente morta, mi ha risollevato dicendomi che aveva un’altra main del 1000 da sostituire a quella che gli avevo mandato.

Dopo ben 3 anni di duro lavoro finalmente a dicembre 2020 mi arriva la notizia che come regalo di Natale avrei avuto questa tanto agognata macchina così come l’avevo sempre sognata.

Sostanzialmente la modifica del piggyback di portare da 512KB a 1MB la Chip RAM era riuscita:

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

Successivamente per riuscire a montare l’adattore Dual Kickstart 1.3/3.1 che gli avevo mandato mi ha dovuto costruire appositamente una basetta facendo un wirewrap di reverse engineering come si vede dalle foto seguenti:

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

Dopo questi steps è passato a montarmi la scheda acceleratrice (Phase5) che avevo scelto in quanto la più compatibile con i giochi visto che monta un Processore 68000 inizialmente a 12,5MHz (sostituito poi con uno a 16Mhz).

Oltre alla compatibilità, monta una Fast RAM fino a 8MB, la possibilità di farla lavorare sia a 7MHz che a 14Mhz e sopratutto di sfruttare appieno la porta Zorro II della main del 1000 in modo da poterci collegare un Hard Disk SCSI. Riporto qui il link per ulteriori dettagli:

http://amiga.resource.cx/exp/blizzard500

Foto MouseMiki

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

L’idea di collegare L’Hard Disk è nata direttamente dall’ A590 che è un particolare tipo di Hard Disk costruito specificatamente per l’Amiga 500 in quanto si inserisce direttamente nello slot Zorro II che è posto alla sinistra dell’ Amiga stessa come si evince da questa foto di repertorio:

Purtroppo Però nel 1000 il connettore Zorro II è spostato nella parte destra quindi avrei dovuto montarlo girato al contrario per poterlo utilizzare avendo così scambiate la parte posteriore con quella anteriore …

Quindi mi è venuta l’idea di trovare un Sidecar 1060 da cannibalizzare in modo tale da metterci dentro la scheda dell’ A590, l’Hard Disk SCSI, le porte Joystick da utilizzare sul frontale e già che c’ero un bel lettore SCSI CD/DVD Slot-IN sul frontale; fortunatamente il mio contatto ne aveva uno impilato, vuoto in un angolo del suo laboratorio come da foto seguenti:

Foto MouseMiki

Iniziano i lavori…

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki
Foto MouseMiki
Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

Infine è stata fatta la modifica al led GIALLO saldato sulla main dell’ A590 in modo tale da portare i segnali dell’attività SCSI dell’Hard Disk frontalmente dove si usa il led ROSSO originale del Sidecar 1060 moddizzato.

Aggiungo che la main dell’ A590 necessita della sua alimentazione dedicata e quindi per non avere l’ingombro dell’alimentatore è stata fatta anche la modifica sotto la main stessa che permette di prendere corrente direttamente dall’alimentatore originale dell’ Amiga 1000 come si vede in foto:

Foto MouseMiki

Ecco il risultato del test con sysinfo dopo aver collegato tutto con le modifiche sopra elencate con WB 3.1, KICK 3.1 e Blizzard Phase5 a 14MHz:

Foto MouseMiki

Amiga 1000 pompato: le modifiche più lunghe e più rognose della storia – 1 Parte

Tutto comincia quando trovo un annuncio di un Amiga 1000 su subito NON FUNZIONANTE per la “modica” cifra di 180 Euri.

Sapendo che questa macchina allo stato originale è praticamente un “soprammobile” bello da vedere e nient’altro ho cominciato a pensare a quali modifiche mi sarebbe piaciuto avere per renderla operativa.

Quindi mi sono documentato in rete ed ho trovato chi poteva aiutarmi a modificare “Lorraine” in modo tale da poterla così utilizzare al pari di altre macchine Amiga/Commodore che possiedo.

Le modifiche inziali che avrei voluto applicargli erano sostanzialmente 4:

  • Portare la ChipRAM/Range Ram da 512KB a 1MB
  • Aggiungere un Dual Kickstart 1.3 / 3.1 Switchabile
  • Montare una scheda acceleratrice + Fast Ram
  • Sfruttare il connettore Zorro II per aggiungerci un HD SCSI

Dopo averla acquistata da un tizio di Padova la macchina si presentava esteticamente in perfetto stato (tranne la tastiera di cui ho parlato in un separato articolo) come da foto seguenti:

Le sorprese ovviamente non sono mancate perchè la main, una volta spedita al contatto che avevo trovato in rete, è risultata morta e il tasto 7 della tastiera era stato completamente incollato.

Lo switch sottostante al pulsante stesso era rotto così furbescamente l’ex proprietario ha fatto un blocco unico di modo che nessuno se ne accorgesse…

Maledette 80 COLONNE

Maledette le 80 colonne del mio 128D che non ne volevano sapere di apparire sul mio monitor 1084S…

Eh sì!! tutto è cominciato quando ho trovato un articolo su internet che parlava del chip video 8563R9 a 80 colonne con una sua ram video, nello specifico due chip, per un totale di 64k.

Sulla mia main del 128D queste ram erano saldate e prevedendo la sostituzione, credendo che una o entrambe fossero fulminate, ho approfittato per metterci due zoccoli come si può vedere da questa foto:

Felice di belle speranze vado ad accendere la macchina ed immancabilmente mi si è ripresentato lo schermo nero…quindi passo al contrattacco e decido di collegare un banale 128 classico curioso di vedere se la schermata mi appariva…

Così d’emblée le 80 colonne sono apparse come per magia:

Quindi carico a 1000…ehm…carico a 128…vado subito a fare un listato della VDC DEMO ma il sapore dell’amaro in bocca ritorna a più riprese perchè mi vedo comparire sullo schermo una bella svirgolata di listato:

Dopo aver portato prima il monitor, poi il mio 128D ed infine il cavo fatto a mano delle 80 colonne a casa di un caro amico siamo riusciti a capire che con il suo 128D tutto funzionava a dovere come da foto del mio monitor:

Arrivati a questo punto vi chiederete dove possa essere il problema, ebbene mentre state continuando a leggere vi posto le foto della risoluzione…e non aggiungo altro.

No!!! una cosa la voglio aggiungere ovvero, nerdoni che non siete altro, partiamo sempre dalle cose più più semplici quando tentiamo una riparazione perchè molto spesso i difetti ce li abbiamo sotto gli occhi ma non ci vogliamo credere.

TlhIngan Hol Dajatlh’a’

Non puoi dire di essere un vero Nerd se non sai almeno due parole di Klingon.
Qualche anno fa di ritorno dalla STICON, convention italiana del fandom Star Trek, riflettevo di quanto fosse arrugginito il mio Klingon.
Negli anni 90 lo avevo studiato con l’aiuto di un bel CD-ROM interattivo ma nel tempo avevo perso familiarità fino quasi dimenticarlo.
Il “Klingon Language Lab” era un CD-ROM abbinato al gioco “Star Trek Klingon” rilasciato nel 1996, dove grazie all’aiuto del simpaticissimo cancelliere dell’alto consiglio Klingon Gowron, potevi osservare l’impostazione, ascoltare la pronuncia e cosa incredibile esercitarti a parlarlo.
Infatti all’interno di questo software c’era un evoluto (per l’epoca) sistema di riconoscimento vocale che consentiva al computer di verificare la tua pronuncia come con un vero insegnante.
Sarebbe stato utile poterlo utilizzare ancora e rinfrescare un po il Klingon in vista della prossima convention, purtroppo però essendo compatibile solo con Windows 95 sarebbe stato poco pratico, soprattutto se vuoi studiare due parole di Klingon nei ritagli di tempo, in pausa pranzo o in ufficio mentre fingi di lavorare.

Ed è così che per necessità e divertimento decisi, utilizzando i contenuti multimediali già presenti sul CD-ROM, di riscriverlo completamente in Real Basic per Mac Osx.

In questi mesi di lock-down mi è capitato di ritrovarlo in un vecchio backup e ho quindi pensato di condividerlo con tutti quelli che per necessità o divertimento vogliono “rinfrescare” un po di Klingon.

Qui puoi scaricare l’app per Mac Osx Intel, l’avevo scritto per Snow Leopard ma credo funzionerà anche con i sistemi più aggiornati.

Questo è il sorgente nel caso qualcuno volesse portarlo su Windows 10, in teoria il Real Basic era portabile su altre piattaforme.
Ma esiste ancora il Real Basic ?

Infine la ISO del CD-ROM dove ci sono tutti i contenuti multimediali; prima di eseguire l’app bisogna “montare” la ISO.

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