Brusaporto Retrocomputing 2021: i Nerdoni in pellegrinaggio a “BrusaRetro”

Non è un segreto che noi Nerdoni siamo dei fan sfegatati di Brusaporto Retrocomputing e non nascondiamo che l’aver saltato l’edizione 2020 ci ha addolorati come il vedere un tir di commodore boxati andare al macero…

Uno slogan essenziale, ma carico di significato

In attesa di ripartire, in questi due anni di chiusura forzata abbiamo lavorato nei nostri laboratori, garage, cucine, cantine, mansarde, per riportare al loro splendore originale le nostre macchine. Abbiamo parlato a tutti della nostra passione, abbiamo salvato dall’oblio o peggio, dalla distruzione, tanti esemplari, belli e brutti, rari e comuni, senza fare distinzioni.

Dai primi di settembre 2021, con la certezza che il mitico Daniele Lena & Co. (santi subito) avevano avviato la macchina organizzativa, eravamo con i nostri browser preferiti sul sito http://www.brusaretro.it/, facendo costantemente CTRL+F5 per vedere apparire la form delle iscrizioni, fino a quando, un giorno:

Nico, come un falco, arriva prima di tutti…

Subito ci assicuriamo di prenotare e comunicare il nome degli espositori e le macchine coinvolte. Daniele ci risponde con molta disponibilità e la cosa è fatta.

Il nostro augurio è di incontrarvi dal vivo per potervi mostrare le nostre macchine e per scambiare due chiacchiere sulla nostra passione, ma come si sa, non tutti potranno essere presenti fisicamente.
Vogliamo presentare in questo post, come in una mostra virtuale, ciò che esporremo a Brusaporto Retrocomputing 2021.

Commodore CBM 8032-SK

Se la tira perché sa di essere bello…

E’ difficile trovare parole originali ed inedite per questo computer fantastico, siccome tante ne sono già state spese. Ogni sua curva è da accarezzare col dorso della mano, un vero e proprio pezzo di design.
Proprio questo design è avvolto da aneddoti mitici che riguardano Porsche Design, Ira Velinsky ed il marketing Commodore. Di queste curiosità e di altre ne parleremo a Brusaporto… a proposito… sapete per cosa sta SK?

VIC 1001 (tastiera PET style)

(Immagine di repertorio fonte: www.vic-20.it)

La versione “nippona” che fece da apripista al VIC-20 “nostrano”. Come non ricordare la famosa frase coniata da Jack Tramiel per aggredire (è proprio il caso di dirlo) il mercato giapponese: “I giapponesi stanno arrivando, quindi dobbiamo diventare giapponesi”. Tramiel si riferiva al fatto che l’invasione di home computer giapponesi a basso costo si sarebbe diffusa inesorabilmente, per cui invece di contrastare questo trend, Commodore avrebbe dovuto cavalcarlo con una proposta propria ancora più aggressiva in termini di prezzo e di soluzione tecnica.

EDS C64

Plastikonen indistruttibilen tetesken!

Probabilmente dopo un’oktober fest finita male, i tedeschi di EDS ebbero l’idea di progettare un case “aftermarket” che contenesse un intero sistema Commodore 64 + 2 drive 1541 + 1 datassette 1530. La tastiera originale portata fuori risultava minuscola rispetto al resto, per cui ci aggiunsero un comodo tastierino esadecimale, per non farsi mancare niente. Perchè poi accontentarsi di un banalissimo kernal originale, quando con un deviatore ne potevi avere quattro? Nacque quindi questo panzer teutonico da 30Kg, sgraziato, enorme, al quale serve una scrivania apposita, ma che è diventato uno dei sacri graal del collezionismo Commodore. Altra cosa banale: è bellissimo.
(Sconsigliato per chi soffre di ernia al disco)

Commodore SX-64 Executive Computer

(fonte wikipedia.it)

Un altro pezzo “da 90” della Commodore, lo sterminatore delle diottrie, la gioia degli oculisti, ma a COLORI!!! Portarlo con il suo maniglione rassicura e ricorda costantemente il peso di essere Executive! Un grande incentivo a venire a Brusaporto: quello che vedrete in mostra ha delle peculiarità tecniche ed estetiche che lo rendono UNICO. Non potete mancare. Piccolo spoiler: dual drive, ma non solo.
(Avvertenze: da utilizzare esclusivamente a bordo piscina con camicia sbottonata su abbondante petto villoso)

Commodore C128DCR

Amichevolmente chiamato dai Nerdoni “il computer dello zio ricco” il C128D in versione CR era pensato per i parenti un po’ meno abbienti. Mancava di un case plasticoso con maniglione e porta tastiera e per portarlo ti dovevi organizzare in autonomia… ma hey! Ti portavi appresso 5 computer in 1, e potevi “spistolare” con il CP/M comodamente dalla tua cameretta… Venite a BrusaRetro e vedrete un 128DCR con montato un Basic 8, se non è una chicca questa!

Commodore Amiga 1000

siamo stanchi delle foto da rivista, eccovene una in azione!

Tutti sappiamo quanti errori ha fatto Commodore nella sua storia, ma se dobbiamo citare uno dei maggiori successi a livello di scelte imprenditoriali della suddetta, beh… l’essersi tenuta il progetto Amiga rientra nella Top 3. Se n’è uscita sul mercato con la più bella delle “amighe”, con un computer che offriva prestazioni e delle features che la concorrenza avrebbe raggiunto solo anni dopo. Ci sembrava doveroso portare il migliore, anzi, la Migliore, a Brusaporto.

Commodore Amiga A500 (pimpata)

Questo esemplare farà storcere il naso ai “fighetti” puritani del retrobright/boxato/mint/rare/comenuovo.

Ma è unico perché:

  1. E’ sempre aperta (notare il femminile), cioè le viti sotto non ci sono!
  2. Ha un adesivo apple che non c’entra un caxxo ma sicuramente il suo padrone (Andre!!!), sedicenne all’epoca, pensava che fosse fichissimo
  3. Prima di essere di Andre, era di Batman (o almeno di Alfred)
  4. Ha la scritta Amiga rifatta in nero indelebile e penna Bic e quindi va più forte
  5. Ridi ridi sotto al cofano e sulla sx ha due “chicchine” niente male
  6. Potesse raccontare quello che ha visto e fatto…
  7. E’ a suo agio a fare 3D… si avete capito bene, modellazione 3d su Amiga 500

Commodore Amiga 500 New Art Limited Edition

fonte internet

Vedrete dal vivo queste due Amighe speciali, dal discutibile design teutonico primi anni 90.
Belle come una Golf 2 GTI verde metallizzata con gli adesivi fluo sulle fiancate e impianto stereo Blaupunkt.
Design by Stefanie Tucking, famosa deejay radio e televisiva tedesca che purtroppo è venuta a mancare improvvisamente il 1° dicembre 2018.
Questi modelli particolari solleticheranno le sinapsi dei collezionisti di serie limitate. Non mancate a Brusaporto per vederle e farvi un selfie insieme!

Commodore Amiga 2000 (pimpata)

a suo agio in mostra, ammicca furbescamente con i suoi 1024 colori

Alla Commodore dopo essersi resi conto di avere fatto una cosa bellissima (A1000), hanno pensato che dovevano progettare anche qualcosa “di sostanza”. Un computer espandibile, indistruttibile ma economico, quindi decisero di mettere un gioiello di motherboard in un cassone da assemblato taiwanese. Quando si suol dire: “è brutta fuori, ma è bella dentro”.
Siccome siamo in vena di modi di dire, sull’aria di “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”, Luca ci porta il suo A2000 aka “cassone” della sua adolescenza piuttosto pimpato (cose tipo Picasso, GVP 68030, Guru ROM, bla bla bla) con tutto il materiale con il quale faceva 3D insieme al compare Andrea di cui sopra. Vedrete cose che voi umani…

Bene! la rassegna virtuale ed un po’ scherzosa delle cose che porteremo è finita. Non vediamo l’ora di incontrarvi a Brusaporto Retrocomputing 2021!

Un monitor quasi sconosciuto: Commodore 1081 STEREO (pulizia e recap completo)

Commodore 1081 stereo monitor dark tube PAL EU 220V-240V
KH543/00E – NR.TY 11627025324 – year 1986?


Sì, avete letto bene: stereo.
Lo sottolineo perché fino a qualche giorno fa pensavo che il 1081 fosse un monitor (esclusivamente) monofonico.
Incredibilmente, invece, esiste anche in versione stereo, ma non è identificabile “a prima vista” in quanto sostanzialmente identico al più diffuso 1081 monofonico.
Nel nome non è stata aggiunta la “S”: se l’avessero chiamato “1081S” tutto sarebbe stato più chiaro! 🙂
Ma sono le connessioni presenti sul retro del monitor a rendere le cose ancora più “criptiche”.
Per l’audio in ingresso troviamo infatti un singolo connettore RCA, il che facilmente porta a supporre che si tratti di un monitor monofonico, ma non è così.
L’audio in ingresso nella presa SCART ha invece pieno supporto stereo: il pin 2 è il canale destro (R) ed il pin 6 è il canale sinistro (L).
Controllando direttamente la scheda principale ho verificato che l’unico ingresso audio RCA è cortocircuitato al pin 6 (L) della presa SCART (verifica che è possibile fare anche con un tester senza smontare il monitor).
Per determinare se un 1081 risulti mono o stereo possiamo anche semplicemente verificare la presenza o meno dell’altoparlante di destra utilizzando una luce attraverso i relativi tagli: l’altoparlante di destra è presente soltanto nella versione stereofonica, mentre nella più diffusa versione monofonica i tagli lasceranno intravedere l’interno del monitor.

Il 1081 stereo sembrerebbe esistere soltanto in versione PAL ma, dalle (poche) info presenti in rete, non sono riuscito a stabilire con certezza se questa affermazione corrisponde al vero.

Considerando le capacità audio stereofoniche dell’Amiga 1000, credo che il miglior monitor che si possa abbinare a questa favolosa macchina sia proprio il Commodore 1081 stereo.
In effetti, il monitor di questo articolo è proprio quello che accompagnava l’Amiga 1000 oggetto di un altro mio articolo su Nerdone.it (rigrazio ancora Tiziano G., ma anche Alle per la consegna! 🙂 ).
Sperando di fare cosa gradita, vista la rarità di questo modello, ho scelto di pubblicare molte immagini (soprattutto delle parti interne).

Nonostante la polvere, il monitor si presentava comunque in ottime condizioni estetiche:


Una volta aperto, mi son reso conto che anche l’elettronica si trovava in uno stato di conservazione eccellente (le seguenti foto sono state scattate appena aperto, senza togliere nemmeno la polvere):


Successivamente, ho smontato le varie parti del monitor.
Nelle seguenti foto potete vedere le schede coi condensatori elettrolitici originali e le plastiche di sportellino e pulsante d’accensione (sono riuscito a smontare queste plastiche senza romperle, cosa per nulla scontata!):


Dopo lo smontaggio sono passato alla pulizia dell’elettronica e del CRT.
Vista la sola presenza di polvere, ho eseguito una semplice pulizia con l’aspirapolvere utilizzando la spazzola aspirante in dotazione.

Ho poi scattato diverse foto anche al CRT, che in questa versione è caratterizzato da uno schermo piuttosto nero (aspetto che, di solito, è segno di qualità), mettendo in evidenza alcuni dettagli del giogo:


Come sempre, considerando l’età di questo pezzo d’elettronica, è importante procedere alla sostituzione dei condensatori elettrolitici.
In questo modello i condensatori elettrolitici sono in totale ben 59, dei quali uno (C473) è bipolare (non polarizzato).

Con tanti condensatori da cambiare, ho pensato d’acquistare un “recap kit” già pronto, ma per questo modello non l’ho trovato.
Tuttavia, considerando che l’elettronica Philips di questo monitor risulta molto simile a quella di un 1084S-P, ho acquistato:

  • un recap kit di qualità per 1084S-P;
  • i pochi condensatori differenti/mancanti.

Acquistando un recap kit per 1084S-P da arcadepartsandrepair.com (link diretto QUI) occorre aggiungere i seguenti condensatori:

C112  400V 100uF SNAP-IN (for 220V-240V EU/UK/AU version) acquistabile separatamente da arcadepartsandrepair.com
C232  16V 47uF (50V) Nota: nel recap kit per 1084S-P di arcadepartsandrepair.com C232 è fornito ma risulta da 22uF
C401  25V 2.2uF (50V)
C496  16V 47uF (50V)
C497  63V 1.5uF (sostituito con un 100V 2.2uF in quanto 1.5uF è obsoleto)
C566  63V 1uF (160V)

Di seguito riporto in inglese tutti i dettagli tecnici dei condensatori elettrolitici.
(nota: l’Euro connector è ovviamente la presa SCART).



Commodore 1081 stereo monitor (aka "1081S") dark tube PAL EU 220V-240V [KH543/00E - NR.TY 11627025324 - year 1986?] electrolytic capacitors list

All electrolytic capacitors are through hole radial.
The voltages in brackets listed below are the values I actually used.
* = capacitor not present (or different) in the recap kit for 1084S-P of arcadepartsandrepair.com 

Neck board (PCB # 3138 103 30871):
  C717  200V 4.7uF (250V) (sometimes labeled C716; can be 400V 10uF, CHECK!!!)

Power Supply board (PCB # 3138 103 30861):
* C112  400V 100uF SNAP-IN (for 220V-240V EU/UK/AU version)
  C116  16V 47uF (50V)
  C122  50V 1uF
  C144  200V 47uF (250V)
  C145  35V 470uF
  C146  25V 470uF 

RGB board (PCB # 3138 103 30712): (3" x 2" PCB attached to main board)
  C258  16V 47uF (50V)

Audio Amp board (PCB # 3138 103 30830): (PCB located above the Euro connector)
  C382  25V 4.7uF (50V)
  C383  25V 4.7uF (50V)
  C390  50V 1uF
  C391  50V 1uF
  C394  25V 1000uF
  C395  16V 220uF (35V)
  C396  16V 220uF (35V)

Main board (PCB # 3138 103 30852 - 86-20):
  C204  10V 100uF (25V)
  C205  10V 100uF (25V)
  C206  10V 100uF (25V)
  C214  16V 100uF (25V)
  C216  16V 47uF (50V)
* C232  16V 47uF (50V) (in the recap kit for 1084S-P of arcadepartsandrepair.com C232 is provided but it's a 22uF cap)
  C233  16V 100uF (25V)
  C234  50V 1uF
  C334  63V 0.47uF (250V)
  C345  16V 10uF (50V)
  C346  35V 470uF (labeled C348 on the bottom of the board)
  C347  35V 100uF (50V)
  C352  35V 680uF
  C361  16V 47uF (50V)
* C401  25V 2.2uF (50V)
  C412  16V 10uF (50V)
  C433  16V 100uF (25V)
  C446  50V 1uF
  C447  25V 4.7uF (50V)
  C461  63V 2.2uF (100V)
  C462  35V 22uF (50V)
  C473  50V 4.7uF BP (BI-POLAR)
  C474  50V 1uF
  C482  50V 1uF
  C485  35V 22uF (50V)
  C491  25V 470uF
  C492  16V 330uF (50V)
  C493  35V 470uF
  C494  200V 47uF (250V)
* C496  16V 47uF (50V)
* C497  63V 1.5uF (used 2.2uF 100V instead as 1.5uF is obsolete now)
  C505  10V 100uF (25V)
  C507  16V 47uF (50V)
  C511  16V 100uF (25V)
  C512  16V 47uF (50V)
  C537  16V 47uF (50V) (labeled C357 on the bottom of the board)
  C544  16V 22uF (50V)
  C562  16V 100uF (25V)
* C566  63V 1uF (160V)
  C574  16V 100uF (25V)
  C585  25V 4.7uF (50V)
  C634  16V 22uF (50V)
  C636  16V 22uF (50V)
  C638  35V 100uF (50V)


Nelle seguenti foto potete vedere il lavoro di recap che è stato eseguito sulle varie schede:


Ho proseguito con un semplice ma accurato lavaggio delle plastiche con acqua calda e sapone neutro.

Per concludere, una sequenza fotografica che mostra il risultato finale di questo “restauro”:


Niente male, eh?
Come l’Amiga 1000, anche il “suo” storico monitor è tornato all’antico splendore! 🙂

Un’ultima considerazione: come già detto, in rete si trovano pochissime informazioni su questa versione di 1081.
Se siete in possesso di un 1081 stereo lasciate un commento qui sotto specificando, possibilmente, eventuali differenze e/o aspetti degni di nota.
Grazie!

Mitologia informatica: Amiga 1000 PAL (pulizia e recap completo)

Non c’è che dire, sono appassionato Commodore fin dalla tenera età di 10 anni: correva l’anno 1984 quando, la notte di Santa Lucia, il papà regalò a me e a mio fratello un Commodore 64. Possiamo quindi affermare con sicurezza che è stata “colpa” sua! 🙂
Era il regalo “definitivo”: ad ogni accensione era un gioco nuovo, una scoperta continua, nulla di paragonabile a qualsiasi altro giocattolo.
Passavano gli anni e la “malattia”, anziché guarire, diventava sempre più “grave” 🙂 portandomi il 30 Giugno 1990 a diventare felice possessore di uno spettacolare Amiga 2000, macchina meravigliosa con la quale mi sono divertito fino agli anni 2000.
Se la genesi della “fase C64” è, senza ombra di dubbio, da attribuire a mio padre, il responsabile della mia “fase Amiga” si chiama Andrea G. ed è un amico conosciuto proprio in quegli anni, già felice possessore di un “contagioso” 🙂 Amiga 500.
Quanti pomeriggi passati insieme a sperimentare di tutto e di più!…
Sono ormai passati 30 anni ma la passione Amiga è ancora viva, tanto da spingermi quest’anno (complice un’occasione letteralmente irrinunciabile) ad acquistare uno splendido Amiga 1000, macchina quasi “mitologica” per noi amighisti.
Devo ringraziare Tiziano G. per avermi venduto questo Amiga 1000 PAL/europeo caratterizzato da uno stato di conservazione incredibile.
Ed eccolo qua, appena arrivato a casa, ancora sporco ma funzionante:

La mitica manina che, nel caso dell’Amiga 1000, chiede il disco del Kickstart.

Trattandosi di un retrocomputer, fra l’altro poco diffuso, è bene adoperarsi per conservarlo al meglio: nessuna riparazione è necessaria ma, come ogni macchina delle nostre collezioni, procederò con un lavaggio ed un recap completo.
Immaginate la mia emozione nello smontare la cover superiore e vedere per la prima volta “dal vero” tutte le firme del team originale di sviluppo del progetto Amiga! Nella foto ingrandita in alto a destra è possibile vedere la firma del grandissimo Jay Miner e l’impronta del suo cane Mitchy:

Meraviglia!

In generale il computer è in uno stato di conservazione davvero ottimo, le seguenti foto sono state scattate senza togliere nemmeno la polvere:

Da sx a dx: Denise, Agnus (nel raro package DIP a 48 pin) e Paula. Sulla motherboard questi 3 chip sono identificati dalla prima lettera del loro nome. Denise e Paula sono ceramici.
Il processore 68000.
L’etichetta posizionata sotto la macchina.

Smontando il drive da 3.5” mi sono reso conto che è identico a quello contenuto nel lettore floppy 3.5” Commodore 1581 per C64/C128:

L’alimentatore interno aperto:

L’Amiga 1000 nasce con 256k di RAM interna (chip RAM) espandibili utilizzando un’apposita cartridge da 256k che porta la chip RAM ad un totale di 512k; la macchina in questione è già dotata di questa cartridge:

La tastiera è piuttosto compatta (e sporca!), nella seguente foto è possibile confrontarla con quella del mio storico Amiga 2000:

In alto: tastiera Amiga 2000; in basso: tastiera Amiga 1000.

Procedo con lo smontaggio e lavaggio della tastiera (eseguito semplicemente con acqua e sapone neutro); la barra spaziatrice ed il tasto RETURN sono un po’ ostici da smontare (vero Erri? 😉 ) a causa di 2 ferretti che ne guidano il movimento (visibili nella foto che mostra i tasti smontati):

Ed ecco la tastiera tornata all’antico splendore:

Wow!

La motherboard di questo Amiga 1000 è la 252277 (86.03.28).
L’ho pulita semplicemente con l’aspirapolvere utilizzando la spazzola aspirante in dotazione.
Ecco qualche foto di questo magnifico pezzo d’elettronica scattata prima del recap, lo stato di conservazione è a dir poco eccellente:

C78 manca “di default” nella board 252277.

È il momento di sostituire tutti i condensatori elettrolitici (che hanno sulle spalle ben 34 anni).
Se anche voi volete cimentarvi nell’impresa questa è la “lista della spesa” (includo anche le varianti per l’altra versione di motherboard PAL/europea esistente, la 252277-01, e l’occorrente per il recap dell’alimentatore):


Amiga 1000 PAL board P/N 252277 / 252277-01 electrolytic capacitors list

All electrolytic capacitors are through hole radial.

7x 22uF 16V 5x11mm (C48, C49, C56, C60, C62, C63, C64)

board P/N 252277:
1x 47uF 16V 6x11mm (C76)
1x 220uF 16V 10x12mm (C77)

board P/N 252277-01:
2x 220uF 16V 10x12mm (C76, C77)

1x 470uF 16V 10x16mm (C79)
4x 100uF 16V 8x11mm (C126, C128, C130, C158)

(NOTE: C78 is always missing)


Amiga 1000 PAL PSU Shindengen CA1000PS/EC electrolytic capacitors list

All electrolytic capacitors are through hole radial.

1x 1uF 50V 5x13mm (C10)
1x 4.7uF 50V 5x13mm (C9)
1x 10uF 35V 5x11mm (C49)
3x 100uF 25V 8x13mm (C15, C17, C19)
1x 180uF 400WV 30x37mm (C50)
1x 330uF 25V 13x24mm (C18)
1x 470uF 35V 16x27mm (C16)
3x 2200uF 10V 16x31mm (C11, C12, C13)


Di seguito due foto scattate durante e dopo il recap della motherboard (i nuovi condensatori elettrolitici sono neri):

Il nuovo condensatore principale dell’alimentatore è più alto del vecchio ma fortunatamente ci sta!! (in effetti è sovradimensionato nel voltaggio):

Per un pelo!!!

Dopo il recap, procedo al lavaggio di tutte le plastiche, sempre con acqua e sapone neutro.
Le plastiche sono davvero in ottimo stato.
Ora posso finalmente procedere al riassemblaggio finale:

Super schermato!

Signore e signori, ecco a voi un Amiga 1000 tornato al suo splendore originale!

Ed un test finale con Pinball Dreams, che spettacolo! 🙂
Buon retrocomputing a tutti!

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Ripristino Tastiera Amiga 1000

In questo articolo vi voglio parlare di come ho affrontato il ripristino della tastiera dell’ Amiga 1000 da evidenti segni di ruggine che hanno danneggiato il basamento metallico su cui sono montati tutti gli switches dei tasti.

Cercherò di descriverla a fasi visto che il processo è stato abbastanza lungo:

Dopo aver tolto le plastiche della scocca superiore/inferiore per prima cosa ho dovuto smontare uno ad uno tutti i tasti attraverso questo “santo” strumento che mi ha permesso di preservare gli incastri con gli switches.

Successivamente mi sono accorto che il basamento metallico aveva diversi punti di ruggine più o meno estesa su cui sono dovuto intervenire con della carta vetrata fine per eliminare tutta la corrosione che si era venuta a creare ed il risultato è stato questo.

Dopo questo passaggio ho trovato un’altra magagna ovvero lo switch del tasto 7 del tastierino numerico era parzialmente frantumano nel punto di incastro.

Furbamente incollato, da chi me l’ ha venduta in modo che non si vedesse, quel pulsante era inutilizzabile…eh già…chi mai penserebbe di andare a schiacciare tutti i tasti della tastiera di un’ Amiga 1000 quando ti trovi davanti per davvero tutta la bellezza di questo pezzo di storia commodoriana ormai introvabile e per di più ricercatissimo???

Fortunatamente tramite canali online è ancora fattibile riuscire a trovare pezzi di ricambio usati e quindi sono in attesa dell’arrivo dello switch ma per il momento andiamo avanti…

Dopo aver spazzolato via tutta la ruggine ho provveduto a spennellare con molta calma e precisione tutti i punti incriminati dandoci dell’aggrappante per metalli.

Il giorno seguente ho ripassato le zone in cui avvo dato l’aggrappante con ben due mani di nero opaco da bomboletta che mi hanno permesso di recuperare completamente il basamento metallico ottenendo un buon risultato come si evince dalle foto seguenti.

A questo punto, dopo aver controllato la bontà di tutti gli altri switches sono passato alla fase si sbiancamento dei tasti che avevo accuratamente messo in un paio di piatti di plastica all’inizio e con un bel mix di Oxygen 30Vol. + Bicchierino di Vanish Oxi + 150ml di acqua è passata sia la paura che il giallo limone.

Infine è arrivata l’ultima fase ovvero il montaggio di tutti i tasti e su questo voglio fare una importante precisazione relativamente ad alcuni di questi che richiedono uno attenzione molto particolare.

Ci sono i tasti Enter, Shift SU, barra spaziatrice del layout principale e il tasto ENTER, numero 0 del layout del tastierino numerico che hanno dei ferretti metallici incastrati sotto.

Per toglierli come per rimetterli questi ferretti hanno bisogno di una piccola pressione da parte di un cacciavite piatto di quelli da orologiaio primo di poterli estrarre o rimettere tramite l’incastro meccanico con il suo switch.

Ho fatto qualche foto del tasto “ENTER” e “Barra Spaziatrice” come esempio per cercare di ricordarsi come sono messi visto che sono parecchio nascosti.

Giusto per farvi capire la difficoltà anche le foto stesse non rendono giustizia.

Per non sbagliare mi sono fatto anche un piccolo promemoria :))))))))))))))))

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo con il ri-montaggio di tutti i tasti perfettamente lindi e sbiancati come erano in origine in attesa del tasto 7…

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